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La cura ovunque

by wpuser

Dagli hub della Fiera del Mediterraneo ai quartieri popolari, dai tribunali ai musei e agli aeroporti: il racconto della campagna vaccinale anti Covid-19 che ha attraversato la città, trasformando i suoi spazi in una rete capillare di prevenzione e prossimità sanitaria.

Tra il 2020 e il 2022 a Palermo si sviluppa una delle più articolate campagne di vaccinazione anti Covid-19 in Italia, costruita su un modello diffuso che affianca ai grandi hub cittadini una rete capillare di interventi nei quartieri, nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni e negli spazi culturali. La strategia coinvolge la struttura commissariale guidata da Renato Costa, l’Asp di Palermo, la Regione Siciliana, il Comune e numerose associazioni del territorio.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Le vaccinazioni vengono somministrate alla Fiera del Mediterraneo, negli aeroporti, nei centri commerciali, nei tribunali, nei musei e nelle scuole, ma anche nelle comunità più fragili: senza dimora, migranti, residenti dei quartieri popolari e ospiti di strutture di accoglienza. L’obiettivo è raggiungere tutte le fasce della popolazione, con particolare attenzione a chi ha difficoltà di accesso ai servizi sanitari.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Nel corso delle varie tappe, medici, infermieri, volontari e mediatori culturali lavorano insieme per garantire la somministrazione dei vaccini e la gestione delle prenotazioni, mentre istituzioni locali e regionali accompagnano e sostengono il piano di immunizzazione di massa. I luoghi della città diventano così spazi sanitari temporanei, trasformando la geografia urbana in una rete diffusa di prevenzione.

Bloccare il virus

Alle 14.12 il volo AZ1781, proveniente da Roma Fiumicino, atterra all’aeroporto Falcone e Borsellino di Palermo sulla pista 20 a causa del forte Maestrale. I passeggeri trovano la possibilità di sottoporsi volontariamente al tampone gratuito nella Covid-19 Test Area, dove l’ASP avvia lo screening sanitario. Il piano, definito dal direttore generale dell’ASP Daniela Faraoni e dal commissario per l’emergenza Renato Costa, punta a prevenire la diffusione del virus durante le festività. L’area test si trova all’esterno degli Arrivi ed è segnalata. Tre squadre sanitarie lavorano su turni. Nelle 15 postazioni allestite da Gesap, su mille metri quadrati, è possibile effettuare tamponi rapidi dalle 6.30 alle 24 per tutti i passeggeri in arrivo.

“Gesap rinnova la partecipazione e la collaborazione con l’autorità sanitaria siciliana nel piano di contrasto al virus”, afferma Giovanni Scalia, amministratore delegato della società di gestione aeroportuale, “mettendo in primo piano la sicurezza dei passeggeri che sbarcano a Palermo, grazie anche a una struttura di mille metri quadrati studiata per l’ottimizzazione e la gestione di tutte le fasi dello screening sanitario”.

Il tampone è fortemente consigliato ma non obbligatorio fino a domenica. I medici consigliano di ripetere il test dopo cinque giorni. Ai passeggeri negativi viene rilasciata una certificazione e possono tornare alla propria abitazione o proseguire la permanenza in Sicilia.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

In caso di positività, il passeggero entra in isolamento, effettua il test molecolare e attende il trasferimento presso il domicilio o un Covid hotel. Il tampone molecolare analizza l’RNA del virus tramite PCR ed è più specifico, mentre quello rapido rileva proteine virali. Per precauzione, i casi sospetti restano in isolamento fino all’esito definitivo.

Accanto ai controlli aeroportuali, il sistema dei tamponi a Palermo si articola progressivamente su più punti strategici, costruendo una rete urbana di screening. Il fulcro è l’hub della Fiera del Mediterraneo, attivato il 30 ottobre 2020 come drive-in gestito da Asp, Comune e struttura commissariale.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

I controlli si estendono ai principali punti di ingresso della città, tra aeroporto e porto, già entro l’inverno 2020 si contano decine di migliaia di tamponi effettuati sui passeggeri, con un’incidenza di positività molto bassa, ma rilevante per il monitoraggio dei flussi.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

A questa rete si affiancano gli screening nelle scuole, avviati in più fasi tra il 2020 e il 2022 su iniziativa della Regione e dell’Asp, spesso su base volontaria, ma con campagne su larga scala che coinvolgono studenti, docenti e personale, soprattutto in concomitanza con le riaperture e nei momenti di maggiore circolazione del virus.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Questa organizzazione multilivello, hub territoriale, screening nei luoghi di transito e campagne mirate, sostiene un’attività capillare e continua, trasformando il tampone in uno strumento di controllo diffuso, integrato nella gestione quotidiana dell’emergenza sanitaria.

Il vaccino in Fiera

Dopo il Vaccino Day del 27 dicembre 2020 all’Ospedale Civico di Palermo, prende forma un nuovo passo verso la vaccinazione di massa contro il Covid-19. Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci inaugura il primo centro vaccinale anti Covid in Sicilia, realizzato dalla Protezione Civile regionale all’interno del padiglione 20 della Fiera del Mediterraneo.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

“Un anno fa la Sicilia registrava il primo contagio da Coronavirus. Scattava l’allarme, sembrava una vicenda limitata nel tempo e invece è iniziato un lungo calvario”, afferma Musumeci. “Abbiamo pianto oltre tremila morti. Non siamo stati fra i peggiori in Italia, attraverso la prudenza abbiamo avviato un piano improntato al rigore”. Il presidente sottolinea anche le conseguenze economiche e aggiunge: “Possiamo dire che dal punto di vista logistico e organizzativo siamo pronti, l’Isola è all’avanguardia. È questa l’unica strada per uscire fuori dal tunnel”.

Quello di Palermo è il primo dei nove hub vaccinali previsti, uno per ogni provincia. Sono operative 62 postazioni, destinate a diventare 120. Nei due turni, dalle 8 alle 20, lavorano circa 150 persone tra personale sanitario, amministrativi e volontari. La struttura è organizzata in cinque corridoi distinti in base ai vaccini e alle categorie di utenti. È previsto anche un ingresso dedicato agli over 80. La capacità stimata arriva fino a 8 mila vaccinazioni al giorno, compatibilmente con la disponibilità delle dosi.

“È una bella giornata. Credo che l’HUB vaccini sia venuto bene. Corrisponde a ciò che volevamo, lavorare in sicurezza”, dichiara Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid a Palermo. “Siamo disposti a lavorare 24 ore su 24. Ci mancano solo grandi quantità di vaccini. Entro l’estate vogliamo immunizzare la maggior parte della popolazione”.

Proseguono anche le somministrazioni con AstraZeneca per le forze dell’ordine e con Pfizer-BioNTech per il personale socio-sanitario. Tra i primi vaccinati over 80 c’è Vincenzo Agostino, padre del poliziotto ucciso nel 1989 insieme alla moglie Ida Castelluccio: “Io auguro a tutti quanti di fare il vaccino, in modo da uscire da questa pandemia e tornare a respirare l’aria senza mascherine”.

“Curare e prevenire è esattamente l’impegno di tutti”, afferma il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. “La Fiera del Mediterraneo è un’area idonea che svolge un servizio importante e diventa una sede adeguata a effettuare i vaccini”. Il sindaco richiama infine alla responsabilità collettiva: “Serve la collaborazione di tutti e il rispetto delle regole per limitare il numero di morti e arginare una tragedia mai conosciuta dal nostro Paese”.

La Difesa contro Covid-19

La campagna di vaccinazione in Italia è iniziata con l’Operazione EOS, gestita dal Ministero della Difesa, con la partenza da Pratica di Mare, degli assetti delle Forze Armate che distribuivano in tutta la nazione, i primi vaccini contro il Covid-19. L’importante supporto dei militari italiani non ha mai smesso di continuare da quando è iniziata l’emergenza sanitaria in tutto il Paese, basti pensare al lavoro dei tanti medici e personale sanitario all’interno dei Covid Hospital, oppure ai voli in biocontenimento per trasportare pazienti in pericolo di vita. Da circa due settimane donne e uomini con le stellette affiancano i colleghi delle varie ASP, nella campagna vaccinale più imponente nella storia del genere umano.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

“Concorriamo al sistema sanitario nazionale e nello specifico al sistema sanitario regionale in Sicilia, con diversi assetti sanitari delle Forze Armate” spiega il Tenente Colonnello Medico Angelo Barna, del Ministero della Difesa, Ufficiale Coordinatore Regionale del Comando Operativo Interforze. “A Palermo abbiamo un team, composto da un ufficiale medico della Marina Militare, un ufficiale della Croce Rossa e un sottufficiale infermiere della Marina Militare, che sostiene una catena specifica di slot vaccinali, che ci consente di effettuare dei numeri giornalieri rilevanti. Ad Agrigento abbiamo due team, uno dell’Esercito, costituito da due ufficiali medici e due sottufficiali infermieri e un altro team costituito dall’Aeronautica Militare, sempre con quattro sanitari”.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Il Tenente Colonnello Angelo Barna è da circa 34 anni nell’Esercito Italiano, con 12 missioni all’estero all’attivo, dove ha ricoperto diversi incarichi, dalla semplice attività di ufficiale medico a quella direzionale, come direttore del NATO Role 2 di Herat in Afghanistan. “Mi onoro di avere nell’ambito dei nostri team, personale che ha dato parecchio supporto nelle varie missioni nei teatri operativi all’estero” afferma con orgoglio l’ufficiale medico della Difesa. “Noi come Forze Armate ci siamo sempre, c’è un’unione di intenti con gli altri colleghi medici delle diverse Forze Armate. Per noi è uno spunto maggiore di collaborazione, che già comunque è stato sperimentato nelle diverse missioni in teatro operativo”.

Nel team della Difesa che opera presso l’HUB della Fiera del Mediterraneo di Palermo, c’è Sorella Ciarfaglia, un’infermiera volontaria del Corpo delle Infermiere Volontarie della Croce Rossa Italiana, ma che lavora anche presso l’ISMETT del capoluogo siciliano: “Ho dato la mia disponibilità per 50 giorni, per supportare le Forze Armate contro questa pandemia, terminerò il 30 maggio. Questa esperienza dell’emergenza sanitaria mi sta arricchendo molto dal punto di vista personale e professionale. Penso che ognuno di noi sanitari dovremmo dare il nostro supporto alla popolazione. L’aiuto che posso dare in questo momento è molto importante e farlo mi arricchisce, perché mi offre una visione globale di quanto ognuno di noi abbia la necessità di essere aiutato in qualsiasi momento”.

L’infermiera della Croce Rossa in supporto alla Difesa ha poi evidenziato quanto sia importante questa imponente campagna vaccinale: “Vaccinarsi contro il Covid-19 è l’unico modo che abbiamo per poter uscir fuori da questa pandemia. Il mio consiglio in questo caso è di fare sempre affidamento a quello che dicono i sanitari, soprattutto a chi lavora nel mondo ospedaliero”.

Del team della Difesa che da due settimane somministra i vaccini alla popolazione palermitana, fa parte anche il Tenente di Vascello Medico Alessandro Alcibiade, in servizio presso l’Infermeria Presidiale della Marina Militare di Roma, ma con diversi imbarchi sulle unità navali di COMFORPAT e una missione in Iraq: “Siamo stati formati con un corso specifico per medici, messo a disposizione dall’Istituto Superiore della Sanità, per tutto il personale sanitario, da impiegarsi in questa campagna vaccinale, la più grande che abbiamo conosciuto nella storia. I vaccini che stiamo somministrando sono più o meno come tutti gli altri, quindi bisogna conoscere i criteri di inclusione ed esclusione dei pazienti per la somministrazione, forse la difficoltà maggiore sta nel persuadere e informare adeguatamente la popolazione sull’importanza di vaccinarsi”.

Tanti i timori generati dai possibili effetti collaterali dei vaccini tra la popolazione, dovuti, forse, ad una cattiva informazione da parte delle aziende farmaceutiche o dai troppi messaggi forvianti che circolano in rete. Fondamentale è dunque il lato umano e psicologico di chi somministra i farmaci ai pazienti. “Un fattore importante è la parte psicologica, perché il paziente quando arriva nel box, prima di vaccinarsi, ha paura. Cerco, dunque, di tranquillizzarlo e di spiegargli come comportarsi in caso di reazioni al farmaco”, spiega il Capo di 3a Classe Ciro Feriglio, terzo componente del team della Difesa. “Bisogna vaccinarsi per poter uscire al più presto da questa pandemia, per permettere alle persone anziane di riabbracciare i loro nipoti”.

Vaccinare più persone possibili

Traffico intenso nei dintorni della Fiera del Mediterraneo. Sotto la pioggia, centinaia di persone aspettano di fare il tampone o ricevere il vaccino, considerato lo strumento principale per uscire dalla pandemia.

“Stiamo cercando di vincere una battaglia importante, quella contro il coronavirus. Stiamo facendo tutti insieme una crociata contro un virus tremendo e contro il quale ci dobbiamo sbrigare, perché più gira tra sistemi immunocompetenti diversi, più la possibilità che possa variare nella sua genetica diventa un fatto reale e noi non possiamo permetterci di finire la vaccinazione e ricominciare con una variante che non è coperta dal vaccino”, afferma il commissario Renato Costa,

La paura di non ricevere il vaccino alimenta una corsa che crea disagi: “Tre giorni fa abbiamo gestito 2500 vaccini di persone fragili. Lo faremo ugualmente aggiungendo gli AstraZeneca, che non sono prenotati. Non li lasceremo sotto l’acqua, li vaccineremo tutti. Chiediamo comprensione, con questo flusso di persone non ce la possiamo fare”, continua Costa.

“Stiamo cercando di fare il più velocemente possibile, però un atto medico non può essere fatto con premura. L’anamnesi va fatta accuratamente, non possiamo rischiare. La medicina ha tempi fissi e non possiamo anticiparli. Stiamo cercando di fare l’impossibile”, aggiunge. Tra le criticità segnala anche il caso dei caregiver, che spesso scoprono sul posto di avere diritto al vaccino, aumentando i tempi e il numero delle persone presenti. “Chiediamo un po’ di sacrificio e di aiutarci a vaccinare più persone possibili”, conclude Costa.

Vaccinare 24 ore su 24

A Palermo è possibile vaccinarsi contro il Covid-19 ventiquattr’ore su ventiquattro all’Hub della Fiera del Mediterraneo, aperto giorno e notte.

Il centro è tra i primi in Sicilia e in Italia a offrire il servizio h24 grazie al nuovo spazio del padiglione 20A, sotto il padiglione 20, dove si effettuano già migliaia di vaccinazioni al giorno. L’obiettivo è incrementare le somministrazioni e arrivare fino a circa 6000 vaccini giornalieri.

“L’apertura di questo nuovo polo è un ulteriore impulso alla campagna vaccinale in Sicilia”, afferma Nello Musumeci. “Sembra che la macchina abbia ingranato la marcia giusta. Sono certo che, con la collaborazione di tutti, usciremo presto dal tunnel”.

“Siamo i primi ad attivare l’h24. L’imperativo è vaccinare, vaccinare, vaccinare”, dichiara Renato Costa. “Lavoreremo no stop. Prima ci immunizziamo, prima torneremo alle nostre vite”.

Il nuovo polo si estende su oltre 1600 metri quadrati, può ospitare fino a 270 persone e aggiunge due corridoi vaccinali ai cinque esistenti, per un totale di sette, con 16 postazioni. Il percorso comprende anamnesi, somministrazione e osservazione post-vaccino. Sono impiegate circa 70 unità tra personale sanitario, amministrativi e volontari. Lo spazio, chiamato padiglione degli acquerelli, ospita opere di Benedetta Gabriella Gargano, all’interno di un progetto che porta arte nei luoghi di cura.

“Aumenta il numero delle postazioni e sarà possibile vaccinarsi h24”, afferma Leoluca Orlando. “Dobbiamo tenere alta l’attenzione. Mascherine e vaccini sono la via maestra per sconfiggere la pandemia”.

Vaccini alla comunità bengalese e ai bambini di Palermo

Alla Fiera del Mediterraneo di Palermo prosegue la campagna vaccinale che coinvolge anche le comunità straniere presenti in città. Nonostante la presenza di persone che non credono nell’efficacia e nell’utilità dei vaccini, molte altre ritengono che l’unico modo per contrastare il virus sia vaccinarsi il prima possibile. Anche le comunità straniere presenti a Palermo, inizialmente frenate da timori sugli effetti collaterali e da difficoltà burocratiche, aderiscono progressivamente alla campagna. Arriva un primo gruppo della comunità bengalese per la somministrazione del vaccino anti Covid-19. Dalla struttura commissariale viene comunicato che nel giro di una settimana saranno immunizzate circa duecento persone, organizzate in gruppi giornalieri.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

L’iniziativa nasce su richiesta dell’Associazione Onlus Life and Life, organizzazione umanitaria internazionale nata a Palermo, che mette a disposizione un mediatore culturale per facilitare il dialogo tra cittadini e personale sanitario. “A nome della comunità bengalese rivolgo un sincero ringraziamento al commissario Costa” dichiara la vice presidente dell’associazione Valentina Cicirello. “La comunità bengalese conta a Palermo più di quindicimila residenti regolarmente censiti. Abbiamo lavorato settimane per coinvolgere quante più persone, soprattutto tra chi non parla la lingua. Il lavoro dei mediatori culturali è stato fondamentale, in particolare quello di Akhi Shamsul, che ha convinto molti non ancora vaccinati. In Fiera abbiamo trovato un’organizzazione impeccabile e un grande senso di umanità”.

Zahid è un giovane di origine bengalese, sposato e padre di una bambina di un anno e quattro mesi. Lavora in un’agenzia di viaggi a Palermo. “Ho deciso di vaccinarmi per proteggere la mia famiglia” afferma. “Lavorando in un’agenzia incontro molte persone e non voglio rischiare il contagio. Vaccinarsi è necessario non solo per sé stessi ma anche per gli altri”.

Alla Fiera del Mediterraneo si apre anche una nuova fase della campagna vaccinale con la somministrazione ai bambini tra i 5 e gli 11 anni. Nei primi giorni vengono vaccinati quasi cento bambini, che ricevono la seconda dose programmata per il 6 gennaio 2022. L’obiettivo dichiarato è costruire un ambiente sereno, in cui la vaccinazione non venga vissuta come un’esperienza sanitaria temuta.

Il commissario per l’emergenza Covid di Palermo Renato Costa afferma: “Secondo me stiamo partendo con il piede giusto. Oggi abbiamo già vaccinato quasi cento bambini. Volevamo creare un ambiente in cui non avessero timore della puntura e ci siamo riusciti. I bambini hanno giocato tutto il tempo. La somministrazione è durata venti secondi e quasi non se ne sono accorti. Volevamo organizzare una festa ed è quello che abbiamo fatto. Ci premeva che i bambini non respirassero l’aria di un ambiente sanitario, ma trovassero uno spazio felice. Con la vaccinazione pediatrica festeggiamo l’inizio della fine della pandemia”.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Tra le famiglie presenti c’è anche Isabella, madre di un bambino vaccinato. “Siamo molto contenti perché finalmente possiamo proteggere anche i nostri figli e garantirgli una vita sociale e scolastica più serena. Speriamo che tutti abbiano fiducia nella scienza e si vaccinino quanto prima”. Nel padiglione 20A l’atmosfera viene descritta come quella di una festa, tra bambini, operatori sanitari e attività di intrattenimento, con la presenza anche di personale medico che gestisce la somministrazione in un contesto reso volutamente più leggero.

Il vaccino italiano

Al Policlinico “Giaccone” di Palermo prende il via la fase 2 della sperimentazione del vaccino italiano anti Covid GrAd-Cov2, prodotto dalla società ReiThera in collaborazione con l’Istituto Spallanzani di Roma. Il vaccino si basa sulla tecnologia del vettore virale, un adenovirus modificato non in grado di replicarsi, simile a quelli di AstraZeneca, Johnson & Johnson e Sputnik, e contiene l’informazione genetica per la proteina spike del SARS-CoV-2. Responsabile della sperimentazione a Palermo è Antonio Cascio, direttore della UOC di Malattie Infettive e Tropicali e docente all’Università di Palermo.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

“Si tratta di uno studio randomizzato, controllato in doppio cieco, significa che una parte di persone farà il vaccino, una piccola parte invece farà il placebo costituito da soluzione fisiologica”, spiega Cascio. “Ci saranno tre gruppi: il primo avrà una dose di vaccino al tempo 0 e una dose di placebo dopo 21 giorni, il secondo avrà mezza dose di vaccino al giorno 0 e mezza dose dopo 21 giorni, il terzo gruppo riceverà due dosi di soluzione fisiologica. Al trentaseiesimo giorno, le persone non vaccinate potranno essere vaccinate realmente”.

La prima fase della sperimentazione ha già mostrato risultati incoraggianti, con una buona risposta anticorpale già dalla prima dose. “Siamo dunque assolutamente ottimisti”, afferma Cascio, che sottolinea: “Speriamo di arrivare alla fase 3 nel giro di un mese, dobbiamo andare veloci perché è interesse di tutti fare presto”. Sulle varianti precisa: “È presto per poter dire se sarà valido ed efficace anche per le varianti. Solo dopo avere saggiato gli anticorpi potremo esprimerci in maniera più concreta e scientifica”.

Cascio aggiunge che per arrivare alla fase 3 saranno coinvolti più centri e che i dati serviranno per la documentazione agli enti regolatori, in vista della possibile commercializzazione del vaccino. Sul quadro generale della pandemia, lo studioso evidenzia che il raggiungimento della massa critica dei vaccinati potrebbe avvenire tra luglio e settembre. Non esclude inoltre che nei prossimi anni si possa arrivare a vaccini periodici contro il Covid, simili a quelli influenzali, anche con formulazioni polivalenti. Sottolinea infine che il virus potrebbe progressivamente diventare meno virulento e simile a un comune raffreddore.

Al Policlinico arrivano oltre 500 richieste di adesione alla sperimentazione, segno di fiducia nella ricerca italiana. “Sono tante, sono contento ed orgoglioso, significa che le persone si fidano della ricerca italiana, del Policlinico e anche di me. Sono sicuro che tutto andrà bene”, conclude Cascio. Tra i volontari c’è Antonina Di Vitale, 55 anni, madre di una giovane medico impegnata in prima linea nella lotta al Covid-19. Lavora nel settore amministrativo e decide di partecipare alla sperimentazione. “Ho scelto di partecipare perché ho deciso di essere un soldato. Non ha senso avere paura, perché altrimenti dovrei averne anche quando prendo la Novalgina per il mal di testa”, racconta.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

C’è anche Bernardo Masiello, 27 anni, studente di Economia, figlio di un infermiere e di un tecnico di laboratorio già vaccinati. “Un vaccino italiano è sempre una garanzia. Sono qui anche per aiutare e mettermi a disposizione dell’Italia, per un bene superiore”, spiega. “Sono giovane e mi metto in prima linea per aiutare chi un domani ne avrà più bisogno. Non ho timore, ma voglia di partecipare e mettermi in gioco”.

Vaccinarsi per tornare liberi

Visita lampo a Palermo del Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19 in Italia. Il Generale visita l’ISMETT (Istituto Mediterraneo per i Trapianti e Terapie ad Alta Specializzazione), accompagnato dalle autorità regionali e cittadine.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

“Sono onorato e grato alla Sicilia per questa accoglienza calorosa e fraterna”, afferma Figliuolo, che elogia la struttura sanitaria. “All’ISMETT ho potuto notare la qualità, la professionalità e l’umanità del lavoro svolto dai sanitari, verso chi è meno fortunato di noi”.

Il Commissario esprime apprezzamento anche per l’organizzazione della campagna vaccinale a Palermo, con particolare riferimento all’Hub della Fiera del Mediterraneo. “Uno straordinario lavoro di squadra, un’organizzazione eccellente”, dichiara durante la visita, sottolineando il coordinamento tra strutture sanitarie e istituzioni.

Figliuolo ricorda inoltre l’avvio della terza dose per le categorie fragili, tra cui immunocompromessi, pazienti oncologici e persone in attesa di trapianto, precisando che in Sicilia sono circa 100.000 i soggetti a rischio. La decisione sull’estensione delle somministrazioni, sottolinea, resta affidata alla comunità scientifica e al Comitato Tecnico Scientifico.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Rivolge poi un appello alla popolazione e ai media per contrastare la diffidenza verso i vaccini. “Il vaccino è l’unico modo per ritornare liberi, per socializzare, per toglierci questa mascherina. Noi siamo gli uomini dell’Agorà, delle piazze, dove ci piace stare insieme e parlare davanti a un caffè”.

“Faccio un accurato appello a tutti coloro i quali al momento sono esitanti e diffidenti. Credete ai medici, agli infermieri e a chi ha subito sulla propria pelle gli effetti del Covid, che spesso non passano nemmeno dopo un anno”, afferma Figliuolo, sottolineando anche le conseguenze psicologiche della malattia e il ruolo dei servizi di supporto.

“Ho visto un centro di comando e controllo dove si gestiscono non solo le attività logistiche ma anche quelle cliniche e psicologiche, con le USCA affiancate da psicologi che contattano i contagiati per aiutarli dal punto di vista della mente”, aggiunge il Generale.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Conclude richiamando il valore civico della vaccinazione: “Qui non si tratta di obblighi o non obblighi, ma di salute pubblica e individuale”, aggiungendo il richiamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella secondo cui vaccinarsi è un dovere civico e morale.

Immunizzarsi in aeroporto e al centro commerciale

All’aeroporto Falcone Borsellino di Palermo, presso il terminal arrivi e l’area check-in C, viene attivata una postazione vaccinale aperta a passeggeri, lavoratori dello scalo e residenti dei comuni vicini come Carini, Cinisi e Terrasini. L’iniziativa è realizzata grazie alla collaborazione tra l’Hub della Fiera del Mediterraneo, la struttura commissariale e la Gesap.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Il commissario per l’emergenza Covid a Palermo, Renato Costa, spiega l’obiettivo dell’intervento. “La mobilità dell’Hub funziona anche in aeroporto. Pensavamo di avere questo gradimento da parte dei passeggeri e di risolvere il problema dei transiti nell’ottenere il Green Pass”. La postazione viene mantenuta operativa e aperta anche nei giorni successivi, dalle 10 alle 18, con possibilità di effettuare prima, seconda e terza dose. Costa aggiunge: “Il presidio resta per offrire un servizio in più e un ulteriore stimolo alla vaccinazione”.

Tra i casi registrati figura anche quello di una giovane turista tedesca rimasta senza Green Pass e senza possibilità di effettuare il tampone a pagamento. Dopo la vaccinazione riesce a ottenere la documentazione necessaria per il viaggio. Costa sottolinea il valore del servizio: “Riusciamo a risolvere problematiche di utenti che altrimenti avrebbero difficoltà a viaggiare”.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Parallelamente, nella città si amplia la campagna vaccinale con l’avvio delle somministrazioni dedicate ai maturandi. All’Hub della Fiera del Mediterraneo centinaia di studenti delle scuole superiori ricevono la prima dose: “Credo che l’esempio debba venire da noi giovani, abbiamo subito sfruttato l’opportunità di vaccinarci per uscire prima possibile dalla pandemia”.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Il commissario per l’emergenza Covid Renato Costa commenta la presenza dei ragazzi all’Hub. “È un’emozione avere qui tutti questi ragazzi. Portano la loro felicità di vaccinarsi, lo fanno con gioia perché sanno che è un ritorno alla vita. Hanno capito l’importanza della campagna vaccinale”.

Contestualmente viene inaugurato un nuovo hub vaccinale presso il centro commerciale “La Torre” di Borgo Nuovo, realizzato da ASP Palermo e Protezione Civile regionale. La struttura dispone di percorsi separati, aree climatizzate, sanificazione continua e ampio parcheggio. È aperta tutti i giorni dalle 9 alle 19 e prevede oltre mille somministrazioni giornaliere a regime.

Il direttore generale dell’ASP di Palermo, Daniela Faraoni, sottolinea il valore dell’iniziativa. “L’Hub del centro commerciale La Torre rappresenta un’altra porta aperta alla somministrazione del vaccino. È una speranza che può diventare certezza se si coniugano esigenze di vita e prevenzione. Il vaccino è sicurezza”. Il commissario Renato Costa sottolinea anche l’aspetto organizzativo del centro commerciale: “L’idea di mettere insieme un centro commerciale e un centro vaccinale è vincente. Permette di evitare attese e consente alle persone di gestire il tempo mentre attendono la chiamata”.

Arte e vaccini

Al Museo Archeologico Regionale Antonio Salinas di Palermo si svolge una giornata dedicata alla vaccinazione anti-Covid nell’ambito dell’iniziativa “VACCINArte: scopri, emozionati, vaccinati”, promossa dalla Regione Siciliana e dai commissari Covid delle città metropolitane. L’obiettivo è unire salute, cultura e valorizzazione dei beni artistici, offrendo anche l’ingresso gratuito al museo ai vaccinati.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Nel corso della serata vengono somministrate 155 dosi. La partecipazione è ampia e diversificata, con adolescenti, anziani e turisti. Tra questi anche Zhiyuan Li, studente cinese di 22 anni in vacanza a Palermo, che riceve la seconda dose di vaccino e visita il museo. “Cool experience!”, afferma dopo la vaccinazione, prima di accedere alle sale espositive con biglietto omaggio.

Il percorso vaccinale si sviluppa all’interno degli spazi del museo: nel primo cortile si svolgono le attività di anamnesi, mentre nel secondo, tra il giardino e le statue archeologiche, si trova il corridoio per la somministrazione del vaccino. L’allestimento consente di proseguire l’attività fino a tarda sera, in un orario in cui normalmente il museo è chiuso.

Tra i vaccinati figurano anche la direttrice del museo Caterina Greco, alcune archeologhe della struttura, l’assessore regionale ai Beni Culturali e all’Identità Siciliana Alberto Samonà, il dirigente generale dell’assessorato Sergio Alessandro e il direttore generale del Dipartimento di Pianificazione Strategica dell’Assessorato alla Salute Mario La Rocca.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Il commissario per l’emergenza Covid a Palermo, Renato Costa, evidenzia il significato dell’iniziativa. “Abbiamo unito l’esigenza umana della bellezza con la sua riconquista. Il vaccino è la strada per riprenderci la bellezza. La possibilità della rinascita e di tornare a vivere passa necessariamente attraverso il vaccino. Facciamolo tutti e facciamolo in tantissimi”.

Accanto agli ultimi

A Villa Zito, sede della Fondazione Sicilia a Palermo, prende avvio la campagna vaccinale “Accanto agli ultimi”, dedicata ai senza dimora over 60.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

L’iniziativa segue una prima fase sperimentale avviata nei giorni precedenti alla Domus carmelitana del quartiere Ballarò e viene promossa dal governo regionale in collaborazione con il Comune di Palermo e la Fondazione Sicilia.

Nel corso della giornata vengono somministrate diverse decine di dosi tra le sale della struttura museale, immerse nelle opere di Renato Guttuso e Pippo Rizzo, con un numero analogo previsto anche nei giorni successivi.

Il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci sottolinea il senso dell’iniziativa. “Da una parte ci sono i furbetti del vaccino che vogliono saltare la fila, dall’altra i non garantiti, quelli che credono di non essere percepiti come aventi diritto, talmente si sentono invisibili”.

Aggiunge: “Serve qualcuno che si occupi di loro, lo abbiamo fatto noi perché il diritto alla salute non deve conoscere distinzione alcuna. La Fondazione Sicilia ci ha messo a disposizione questi locali, il commissario per il Covid ha approntato il personale sanitario. Abbiamo dato alla nostra Isola la possibilità di accreditarsi ancora una volta come terra della solidarietà concreta”.

Il presidente della Fondazione Sicilia Raffaele Bonsignore evidenzia il ruolo dell’istituzione. “Anche la cultura della solidarietà deve essere motivo di impegno. Siamo partiti dai più deboli. Le fondazioni non hanno un patrimonio proprio ma dell’intera collettività”.

Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ringrazia le istituzioni coinvolte. “Voglio esprimere ringraziamento per questa sintesi tra spazio artistico-espositivo e vaccinazioni. Mascherine e vaccini sono la via maestra per sconfiggere questo terribile male”.

Il commissario per l’emergenza Covid a Palermo Renato Costa sottolinea il valore simbolico del luogo scelto. “Non ci sono marginalità che non possano essere superate. Riuscire ad avere questa attenzione per la fragilità, in un posto dove il bello è protagonista, è uno degli insegnamenti più importanti che questa pandemia ci lascia”.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Alla Missione Speranza e Carità di via Archirafi a Palermo viene portata avanti la campagna vaccinale “Accanto agli ultimi”, promossa dalla Regione Siciliana in collaborazione con la struttura commissariale e il Comune di Palermo. L’iniziativa coinvolge persone in condizioni di marginalità sociale ed economica, ospiti della struttura fondata da Fratel Biagio Conte.

Gli ospiti della Missione provengono da storie diverse di fragilità: chi ha perso il lavoro, chi non lo ha mai avuto, chi esce da percorsi detentivi senza riuscire a reinserirsi, chi ha lasciato il proprio Paese o la propria famiglia. Situazioni di povertà e marginalità che trovano accoglienza nella struttura, dove la vita comunitaria si fonda su assistenza e solidarietà.

In questa occasione vengono vaccinate 51 persone, grazie all’intervento di una squadra di giovani medici che raggiunge direttamente la struttura. Riccardo Rossi, frate laico della Missione, spiega il clima vissuto dagli ospiti: “Abbiamo avuto un periodo in cui siamo stati chiusi e sappiamo cosa significa stare in quarantena. Proprio per questo c’è stata una maggiore disponibilità a vaccinarci. Questa attenzione fa piacere, ma ancora di più il fatto che il virus non avrà la stessa pericolosità, soprattutto per chi ha patologie. È un momento importante in cui ci stringiamo a chi è in difficoltà”.

Don Pino Vitrano, sacerdote della Missione Speranza e Carità, commenta l’iniziativa vaccinale: “Nel vaccino e nei medici che sono venuti a somministrarlo questi uomini hanno visto una speranza. Sono persone con storie drammatiche, spesso mortificate. Grazie di cuore per questa attenzione agli ultimi”.

Il commissario per l’emergenza Covid a Palermo, Renato Costa, conferma l’impegno della struttura commissariale nel raggiungere le fasce più fragili della popolazione. “Nessuno deve essere dimenticato. Continueremo ad andare nei quartieri più difficili della città per immunizzare chi non può raggiungere gli hub vaccinali. È una promessa che facciamo a Palermo: non lasceremo indietro nessuno”.

La campagna vaccinale “Accanto agli ultimi”, promossa dalla Regione Siciliana insieme alla struttura commissariale Covid di Palermo e al Comune, si sviluppa come un modello diffuso di sanità territoriale che porta il vaccino direttamente nei quartieri popolari, nelle sedi associative e nei luoghi della marginalità sociale.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Dopo le prime esperienze alla Domus Carmelitana di Ballarò e a Villa Zito, l’iniziativa si consolida in una rete di presidi urbani che coinvolge Zisa, ZEN, CEP, Borgo Vecchio e Kalsa, fino alle realtà del Terzo settore impegnate stabilmente sul territorio, con l’obiettivo di raggiungere chi ha più difficoltà ad accedere ai centri vaccinali.

Nei quartieri San Filippo Neri (ZEN) e Zisa, le vaccinazioni vengono realizzate in spazi di comunità come il Laboratorio Zen Insieme e il Centro Tau, con il supporto delle reti educative e associative locali. Le somministrazioni coinvolgono residenti che, spesso, incontrano difficoltà nell’accesso ai servizi sanitari tradizionali.

Il commissario per l’emergenza Covid a Palermo, Renato Costa, sottolinea il valore del lavoro sul territorio. “È un’attività che a noi piace molto e ci dà soddisfazione. La città che si avvicina alla marginalità è una delle cose più belle che questa pandemia ci ha insegnato e che dovremmo mantenere come stile di vita”.

Al Centro Tau, gestito dall’associazione Inventare Insieme, il presidente Francesco Di Giovanni evidenzia il ruolo della mediazione sociale. “Abbiamo scelto di offrire un servizio di prossimità, quasi a casa. Molte persone avevano difficoltà a prenotare o diffidenze legate ai vaccini. Il contatto diretto ha permesso di superare le paure e aumentare le adesioni”. Aggiunge che la rete di bambini e ragazzi del quartiere contribuisce alla diffusione dell’informazione e alla fiducia nel percorso vaccinale.

Renato Costa ribadisce la logica complessiva della campagna. “Non tutti possono raggiungere gli hub vaccinali, quindi dobbiamo essere noi ad andare verso le persone. È una questione di diritti individuali e di salute collettiva”.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Al Borgo Vecchio, il Centro Sociale Anomalia mette a disposizione la propria sede come punto vaccinale nell’ambito di un progetto di sanità di prossimità rivolto al quartiere. L’iniziativa nasce dopo mesi di lavoro preparatorio e dialogo con la struttura commissariale e l’amministrazione comunale.

Giorgio Martinico, del Centro Sociale Anomalia, racconta la genesi del progetto. “Da più di due mesi lavoriamo a questo progetto. Abbiamo trovato interlocutori immediati nell’ufficio del Commissario per l’emergenza Covid e nell’assessorato alle politiche sociali del Comune di Palermo”. Sottolinea inoltre il contesto sociale in cui interviene il progetto: “Nei quartieri popolari la sfiducia verso le istituzioni e la difficoltà di prenotazione potevano costituire un ostacolo alla campagna vaccinale”.

Martinico spiega anche l’organizzazione operativa. “Gestiamo direttamente le prenotazioni attraverso un numero di telefono. Oggi è stato un giorno pilota, ma abbiamo già persone prenotate per le prossime settimane, in accordo con il personale dell’Hub della Fiera”.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Nel quartiere Kalsa, la sede del movimento Addiopizzo viene trasformata in punto vaccinale nell’ambito di “Accanto agli ultimi”, con la somministrazione del vaccino Pfizer a persone in condizioni di marginalità e con difficoltà di accesso ai centri vaccinali.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

All’ingresso della sede viene richiamata la missione del movimento: “L’estorsione è la madre di tutti i crimini, perché è funzionale a stabilire, consolidare ed estendere il governo sul territorio rappresentato da una strada, una piazza, un quartiere. Il pizzo è manifestazione della signoria territoriale di Cosa nostra sulla città di Palermo”. Addiopizzo si definisce un movimento dal basso contro la criminalità organizzata, sintetizzato nello slogan: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.

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Daniele Marannano, coordinatore di Addiopizzo, spiega il senso dell’intervento nel quartiere. “È un lavoro che si svolge in continuità con quello che facciamo da anni nel quartiere Kalsa, insieme ad altre realtà sociali. È un modo per rimarginare le sacche di povertà, miseria e disuguaglianze che con la pandemia si sono dilatate e che costituiscono il terreno fertile dove attecchiscono fenomeni di devianza, illegalità diffusa e criminalità organizzata”.

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Aggiunge inoltre la dimensione relazionale del lavoro svolto. “Qui ci sono cittadini, bambini e adulti che conosciamo da tempo. Per questo non è stato difficile raccogliere la disponibilità a vaccinarsi, nonostante dubbi e domande legati a un fenomeno così complesso”. Conclude: “Il nostro lavoro è facilitare l’accesso ai diritti fondamentali, come quello alla salute”.

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Il commissario Renato Costa sottolinea il valore complessivo della rete. “Accanto agli ultimi è un’iniziativa che porta il vaccino alle persone oltre gli hub. Questo doppio binario tra grandi numeri e prossimità è la strada più rapida per uscire dalla pandemia”.

Al quartiere CEP, nei locali dell’Associazione San Giovanni Apostolo Onlus, una squadra di medici vaccinatori raggiunge circa quaranta persone tra anziani e giovani. Antonietta Fazio, presidente dell’associazione, evidenzia il significato dell’iniziativa. “Abbiamo aderito volentieri a questa iniziativa, che per noi è un altro modo di esserci sempre. Per molte persone anche solo uscire dal quartiere è impensabile: è tutto il loro mondo”.

“Accanto agli ultimi” raggiunge anche il quartiere Noce, presso il Centro Diaconale – Istituto Valdese. All’arrivo dei medici vaccinatori si presentano anziani e giovani, cittadini italiani e stranieri, tra cui persone provenienti da Mali, Ghana, Nigeria e Guinea, residenti nella zona.

“Siamo veramente felici” dichiara Anna Ponente, direttrice del Centro. “Abbiamo ricevuto molte richieste. Vedere così tante persone che vogliono vaccinarsi è un segno di speranza e cambiamento”. Il Centro Diaconale Valdese opera da sessant’anni nel quartiere Noce, un contesto complesso in cui convivono diverse realtà sociali e culturali. “Abbiamo aderito subito a questa campagna di prossimità come presidio territoriale per chi vive fragilità e vulnerabilità. Abbiamo lavorato sulla sensibilizzazione, spiegando l’importanza della vaccinazione sul piano individuale e collettivo”.

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“Accanto agli ultimi” arriva anche a Danisinni. “Continua l’iniziativa che prevede la moltiplicazione dei centri vaccinali dedicati a quelle persone che vivono condizioni di povertà e marginalità sociale e per le quali vaccinarsi può essere più difficile. Finalmente si diffonde la convinzione che mascherine e vaccino sono essenziali per sconfiggere la pandemia e tornare ad una vita normale con la consapevolezza di quanto sia importante il diritto alla salute. Qui siamo ospiti della comunità di Fra Mauro, il parroco della comunità di Danisinni, in questo piccolo villaggio della solidarietà, utilizzato, questa volta, per accogliere chi si deve vaccinare. C’è un tempo per ogni cosa, questo è il tempo del vaccino. L’invito che faccio a tutti è quello di indossare le mascherine e farsi il vaccino, l’unico modo per uscire dal tunnel della pandemia. Manteniamo le regole elementari, non è complicato, evitiamo di attentare alla salute e alla vita dei propri cari”, dichiara ul Sindaco Leoluca Orlando.

La Comunità di Danisinni, come si legge nel loro sito web, è un avamposto francescano, guidato dai frati Cappuccini, da sempre a servizio del territorio pur mantenendo una visione aperta alla promozione spirituale, umana e sociale dell’intera Città. La Comunità, dunque, nei decenni è stata un luogo propulsivo di rigenerazione urbana secondo lo spirito di fraternità che, a differenza della fratellanza volta a creare rapporti di solidarietà escludendo chi ne sta fuori, si è proposta di tessere relazioni umane interessandosi all’altro a prescindere dal tornaconto personale.

“Il punto di forza è la fiducia, il rapporto capillare che sia ha con le persone, un rapporto quotidiano che fa sì, che la cultura della vaccinazione posso essere diffusa a tutti” spiega Fra Mauro. “Le persone si coinvolgono e si affidano anche a quella che può essere sicuramente una soluzione, rispetto al grave problema che stiamo attraversando e in genere le persone dei nostri quartieri più popolari hanno sofferto parecchio. Quindi è ora di venirne fuori”.

La campagna di vaccinazione contro il Covid-19 arriva anche a Brancaccio, presso il Centro Accoglienza Padre Nostro, con l’obiettivo di portare la cura anche a chi non esce dal quartiere. “La marginalità in questa città ha dimensioni più ampie di quanto si pensi” dichiara Renato Costa. “Ma Palermo è anche una rete viva e solidale. Le associazioni territoriali hanno risposto con grande partecipazione. L’obiettivo resta uno: vaccinare tutti”.

“Lo abbiamo voluto fortemente e ringraziamo l’amministrazione pubblica e il Commissario Renato Costa, che sono venuti incontro alle esigenze delle tante persone che non si potevano recare direttamente alla Fiera del Mediterraneo” dichiara il presidente del Centro, Maurizio Artale. “È stato offerto un servizio sul territorio e diffusa l’idea che tutti devono vaccinarsi, perché c’è sempre un po’ di paura”.

Grazie alla disponibilità e alle informazioni fornite dal personale del Centro, che è radicato nel territorio da ventotto anni, ci ha spiegato Artale, è cresciuta, tra la gente del quartiere, la fiducia nei vaccini.

La campagna “Accanto agli ultimi” si configura così come un modello integrato di sanità pubblica e intervento sociale, in cui associazioni, parrocchie, centri culturali e movimenti civici collaborano con le istituzioni sanitarie per portare il vaccino direttamente nei luoghi dove la distanza dai servizi è più alta e la vulnerabilità sociale più forte.

Giustizia e vaccini

Nel Palazzo di Giustizia di Palermo prende avvio un hub vaccinale temporaneo all’interno dell’Aula Magna della Corte d’Appello, intitolata a Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Francesca Morvillo. Lo spazio, già luogo simbolico della memoria civile, ospita da oggi e fino al 7 dicembre il team sanitario coordinato dal dottor Renato Costa.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Il percorso si svolge all’interno del tribunale, negli stessi luoghi dove trent’anni prima si fermavano le auto blindate dei magistrati siciliani Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

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Il commissario per l’emergenza Covid della Città metropolitana di Palermo Renato Costa spiega il senso dell’iniziativa: “Pensiamo sia una delle poche iniziative di questo tipo in Italia. Il nostro intento è restituire normalità alle persone in un tempo in cui ce ne stiamo dimenticando. Allestiamo un hub vaccinale temporaneo senza sconvolgere l’attività di un ufficio così importante. Offriamo un servizio in più nello spirito della medicina di prossimità, raggiungendo la cittadinanza nei luoghi in cui vive e lavora”.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Da questa mattina giudici, avvocati, personale amministrativo e operatori del Tribunale di Palermo hanno la possibilità di ricevere la terza dose senza allontanarsi dal luogo di lavoro. L’iniziativa prosegue nelle giornate del 2, 3, 6 e 7 dicembre, dalle 9 alle 14, e coinvolge magistrati, avvocati, polizia giudiziaria, impiegati e familiari.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Il presidente della Corte d’Appello di Palermo Matteo Frasca afferma: “Ringrazio il commissario straordinario per questa disponibilità, che si inserisce nella filosofia della medicina di prossimità, ovvero portare la vaccinazione vicino ai cittadini, riducendo disagi e facilitando l’accesso nei luoghi di lavoro”.

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Lo stesso Frasca sottolinea il valore simbolico dell’iniziativa: “Se si vuole avere consapevolezza della gravità della pandemia basta ricordare i mesi in cui le strade erano vuote e le attività chiuse. La vaccinazione, insieme alle altre misure, è anche uno strumento per recuperare la socialità. Un anno di didattica a distanza è stato un anno pesante per la formazione culturale e per la vita della comunità”.

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La campagna vaccinale raccontata in questo reportage mostra come Palermo abbia costruito, nel pieno dell’emergenza Covid-19, una risposta sanitaria diffusa che ha attraversato la città, dalla Fiera del Mediterraneo ai quartieri periferici, musei, aeroporti, tribunali e luoghi della fragilità sociale.

PALERMO. Italia. L’emergenza Covid-19 arriva anche a Palermo. Francesco Militello Mirto / EmmeReports

Il lavoro della struttura commissariale guidata da Renato Costa, insieme ad Asp, Regione Siciliana, Comune e associazioni del territorio, si inserisce in una strategia di prossimità che ha portato la sanità fuori dagli spazi tradizionali. Ne emerge l’immagine di una città attraversata da una rete di cura che ha reso possibile una risposta collettiva alla crisi sanitaria.

W Palermo e Santa Rosalia!

Di Francesco Militello Mirto – EmmeReports

Tags: COVID-19emergenza sanitariaitaliaPalermopandemiaSicilia

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