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Palermo Casa Nostra

by wpuser

Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, un reportage sulle principali le operazioni della Polizia di Stato e Carabinieri, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023, che documenta la lotta quotidiana contro Cosa Nostra.

Dal 2021, le forze dell’ordine italiane hanno condotto una serie di operazioni antimafia e controlli straordinari nei quartieri storicamente più esposti alla criminalità organizzata, come Brancaccio, Ciaculli e Sperone. Coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Palermo e realizzate da Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza, queste azioni hanno portato all’arresto di vertici e affiliati di Cosa Nostra, al sequestro di armi, droga, beni e al contrasto di attività illecite, tra cui estorsioni ai commercianti e scommesse online. Attraverso posti di blocco, perquisizioni e verifiche amministrative, il reportage documenta come i clan continuino a influenzare la vita economica e sociale dei quartieri, pur in una città che continua a vivere, lavorare e resistere quotidianamente alla presenza mafiosa.

Un duro colpo al mandamento mafioso di Ciaculli-Brancaccio

Nella notte tra il 19 e il 20 luglio 2021, poche ore dopo le commemorazioni della strage di via D’Amelio, le sirene delle volanti della Polizia e delle gazzelle dei Carabinieri hanno risuonato per le strade di Palermo. Una vasta operazione contro la criminalità organizzata è stata condotta dalla Squadra Mobile della Polizia di Stato e dal Reparto Operativo dei Carabinieri, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo. L’operazione ha portato all’arresto di sedici indagati ritenuti a vario titolo responsabili di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata dal metodo mafioso.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

La Polizia di Stato, nell’operazione denominata Tentacoli, ha concentrato le investigazioni sui contesti territoriali di pertinenza delle famiglie mafiose della Roccella e di Brancaccio. Da queste indagini sono scaturiti gli arresti, per associazione mafiosa, armi ed estorsione aggravata, di Giovanni Di Lisciandro, Stefano Nolano, Angelo Vitrano, Maurizio Di Fede, Gaspare Sanseverino, Girolamo Celesia, Sebastiano Caccamo, Giuseppe Ciresi, Claudio Onofrio Palma, Rosario Montalbano, Marcello Filippo Tutino, Salvatore Gucciardi e Giuseppe Caserta.

Si è trattato di una vasta operazione giunta al termine di due anni di indagini coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Le investigazioni hanno riguardato il mandamento mafioso di Brancaccio-Ciaculli, sulla scia delle operazioni Maredolce 1, Maredolce 2 e Sperone, concluse tra il 2017 e il 2019. Gli inquirenti hanno individuato capi e gregari delle famiglie mafiose della Roccella e di Brancaccio e ricostruito le loro responsabilità in relazione a più di cinquanta episodi estorsivi ai danni di commercianti e imprenditori.

Le indagini della Squadra Mobile hanno restituito il quadro di una Palermo ancora fortemente condizionata dalla presenza di Cosa Nostra. Supermercati, autodemolitori, macellerie, bar, discoteche, farmacie, panifici, imprese di costruzione, rivendite di auto e numerosi imprenditori e commercianti si rivolgevano al boss della zona per essere autorizzati ad aprire le loro attività, pagando regolarmente il pizzo senza mai denunciare il fatto alle forze dell’ordine.

In alcuni casi gli stessi commercianti si sono preoccupati di non figurare nel “libro mastro” delle estorsioni o di offrire all’estortore un escamotage per eludere eventuali controlli di polizia. La presenza mafiosa è risultata talmente forte e radicata da riuscire ad estorcere denaro anche durante l’emergenza pandemica, ai pochi negozianti rimasti aperti e con volumi di affari assolutamente esigui.

Al vertice della famiglia mafiosa della Roccella vi sarebbero stati Giovanni Di Lisciandro e Stefano Nolano, che hanno gestito la rete relazionale mafiosa fissando gli incontri con gli altri sodali con la massima riservatezza e amministrando i proventi delle estorsioni e del traffico di stupefacenti, con particolare attenzione al mantenimento dei familiari dei detenuti.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Ad Angelo Vitrano erano affidati compiti di raccordo con gli elementi di spicco della famiglia di Ciaculli e di coordinamento del lavoro di Maurizio Di Fede, considerato la mente operativa della famiglia mafiosa con compiti di promozione e organizzazione delle attività estorsive e del traffico di stupefacenti. Il braccio operativo era composto da Rosario Montalbano, Salvatore Gucciardi, Claudio Onofrio Palma e Giuseppe Ciresi, appartenenti alla famiglia mafiosa della Roccella, che con la sola presenza e senza minacce esplicite riuscivano ad estorcere il pizzo ai commercianti.

Il gruppo criminale disponeva inoltre di armi perfettamente funzionanti, pronte per essere utilizzate. In diversi casi è stato necessario predisporre da parte della Squadra Mobile servizi specifici per prevenire rapine o spedizioni punitive nei confronti di quanti fossero stati riconosciuti come ostacoli per gli affari illeciti dell’organizzazione.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Per la famiglia di Brancaccio spiccavano i nomi di Girolamo Celesia e Filippo Marcello Tutino. Celesia, considerato personaggio di rilievo all’interno della famiglia mafiosa, avrebbe partecipato a riunioni di vertice del mandamento mafioso, anche con i Greco di Ciaculli, coordinando le attività criminali sul territorio, tra droga ed estorsioni.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Un ruolo di rilievo spettava anche a Filippo Marcello Tutino, che avrebbe fatto valere la sua esperienza e il suo blasone mafioso nella gestione dei rapporti tra i sodali, dispensando consigli anche sulle modalità di approccio nei confronti delle vittime di estorsione. Tra gli esattori della famiglia di Brancaccio figurava Gaspare Sanseverino, punto di riferimento di Girolamo Celesia e della famiglia per le estorsioni e per una vera e propria mappatura delle attività commerciali sul territorio.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Tra gli arrestati figurava anche Giuseppe Caserta, elemento di spicco della famiglia mafiosa di Brancaccio, scarcerato poco meno di due mesi prima e che si sarebbe subito rimesso a disposizione del clan rivendicando un ruolo nella compagine mafiosa. Parallelamente, i Carabinieri nell’operazione Stirpe si sono concentrati sul vertice del mandamento di Ciaculli-Brancaccio arrestando Giuseppe Greco, Ignazio Ingrassia e Giuseppe Giuliano. Il Generale di Brigata Arturo Guarino, Comandante Provinciale dei Carabinieri, ha dichiarato: “La tradizione è una delle radici fondamentali di Cosa nostra palermitana e noi la seguiamo, per essere sempre più efficaci nella lotta e nella liberazione della comunità da questa piaga”.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Dalle indagini è emerso che Leandro Greco, giovanissimo referente della commissione provinciale di Cosa Nostra e capo mandamento di Ciaculli, avesse un rapporto speciale con il cugino Giuseppe Greco detto “il senatore”. Dopo l’arresto di Leandro, il mandamento mafioso è stato retto proprio da Giuseppe Greco. Le investigazioni hanno inoltre individuato la figura di Ignazio Ingrassia, detto “il boiacane”, come consigliere del boss Greco e punto di riferimento nelle decisioni più delicate.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Il vertice mafioso gestiva anche il sostentamento economico delle famiglie dei detenuti recuperando risorse attraverso una rete articolata di attività illecite. Il controllo del territorio si estendeva persino alla compravendita di terreni e immobili e alla gestione del traffico di sostanze stupefacenti.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Il Colonnello Mauro Carrozzo, comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Palermo, ha spiegato: “Abbiamo dimostrato la ricostituzione della commissione provinciale di Cosa nostra dopo la morte di Salvatore Riina. Da lì abbiamo continuato a sviluppare l’attività di indagine che oggi ci ha consentito di individuare il reggente del mandamento di Ciaculli. La mafia è sempre forte a Palermo perché è pervasiva sul territorio”.

Togliere il consenso alla mafia

Il giorno successivo alla maxi operazione, il capo della Squadra Mobile di Palermo, Rodolfo Ruperti, ha spiegato alcuni aspetti emersi durante le indagini. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Cosa Nostra operava una vera e propria selezione degli estortori scegliendo soggetti capaci di chiedere il pizzo senza atteggiamenti eccessivamente aggressivi.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

“Selezionano gli estortori in maniera tale da mandare gente che si presenta con un piglio non particolarmente aggressivo ma in grado di far capire alle vittime che il dovuto deve essere dato, cercando anche di non suscitare reazioni da parte degli operatori commerciali”. Secondo Ruperti le organizzazioni mafiose hanno bisogno di costruire una forma di consenso nel territorio. “Queste organizzazioni mafiose hanno bisogno comunque di un consenso che spesso viene chiaramente estorto, ma cercano anche di non essere particolarmente pervasivi con i commercianti”.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Questa politica di apparente “comprensione” sarebbe stata adottata anche durante il lockdown, quando molte attività commerciali attraversavano una grave crisi economica. In diversi casi, non potendo pretendere il pagamento in denaro, gli estortori prelevavano direttamente merce dai negozi. In un episodio è stata sottratta una macchinetta per il caffè a cialde all’interno della quale gli investigatori hanno rinvenuto denaro e una pistola con un colpo in canna.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Ruperti ha sottolineato l’importanza dell’indagine: “Quest’attività è stata molto importante per le nostre indagini perché abbiamo ricostruito la vita di un mandamento mafioso molto agguerrito che negli ultimi anni ha affiancato al traffico di droga una forte attività estorsiva sul territorio”. Secondo il capo della Mobile nessuno degli esercenti coinvolti si era rivolto alle forze dell’ordine. “È una questione di mentalità, ma non bisogna perdere mai la voglia di combattere”.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Le indagini hanno inoltre mostrato come la mafia cerchi di costruire consenso nel territorio screditando le campagne antimafia e criticando iniziative di commemorazione delle vittime. “La vicenda della bambina fa capire come i mafiosi cerchino il consenso e come abbiano paura che questo consenso possa essere perso attraverso iniziative e azioni repressive o attraverso la mitizzazione di magistrati e poliziotti”, ha aggiunto Ruperti, sottolineando l’importanza dell’educazione alla legalità: “Bisogna educare i giovani sempre più alla cultura della legalità. L’importanza delle figure che ogni anno commemoriamo è fondamentale perché i ragazzini lì conoscono e magari qualcuno si riconosce in loro”.

Cosa Nostra e il business delle scommesse online

Il 18 novembre 2021 la Polizia di Stato ha avviato una nuova vasta operazione denominata Game Over II, impegnando circa 150 agenti nelle province di Palermo, Ragusa, Messina, Agrigento e Trapani. L’operazione si è conclusa con l’esecuzione di misure cautelari e reali nei confronti di dodici persone indagate per associazione per delinquere, scommesse online illegali e intestazione fittizia di beni.

Il capo della Squadra Mobile Rodolfo Ruperti ha spiegato il funzionamento del sistema: “Il business delle scommesse punti-net e punti-com vietati in Italia era appannaggio di soggetti apparentemente insospettabili ma collegati a famiglie di Cosa Nostra che permettevano l’entrata di queste agenzie sul territorio”.

Secondo gli investigatori, gli indagati gestivano scommesse attraverso siti internet appartenenti a società maltesi prive di concessione in Italia. “L’ultima giocata, quella che avveniva fisicamente nell’agenzia, veniva fatta in contanti. Un movimento di contanti pazzesco”.

Il Questore di Palermo Leopoldo Laricchia ha spiegato che Cosa Nostra si era inserita perfettamente nel business delle scommesse illegali: “Un’attività molto produttiva dal punto di vista criminale, quella delle scommesse illecite fatte attraverso piattaforme estere, in cui Cosa Nostra con le famiglie della Noce e Passo di Rigano si è inserita perfettamente”.

Secondo gli investigatori il giro d’affari poteva raggiungere i 14 milioni di euro al mese. L’organizzazione aveva una struttura piramidale: al vertice il gestore del sito di scommesse, seguito dai responsabili territoriali chiamati “Masters”, dagli “Agenti” incaricati di supervisionare le agenzie e infine dai “Preposti” ai singoli negozi di gioco.

Il pagamento delle scommesse avveniva in contanti nelle agenzie presenti sul territorio, mentre le piattaforme informatiche erano ospitate su server esteri. Ruperti ha concluso spiegando che l’inchiesta ha evidenziato l’evoluzione imprenditoriale delle attività mafiose: “Emerge uno spaccato di natura imprenditoriale per cercare nuove frontiere di guadagno e nuovi adepti per Cosa Nostra”.

Operazione Alto Impatto a Brancaccio e Sperone

Nel corso del 2021 la Polizia di Stato di Palermo ha inoltre condotto una vasta operazione di controllo del territorio denominata Alto Impatto nei quartieri Brancaccio e Sperone. L’intervento si è inserito nelle attività straordinarie predisposte dalla Questura per contrastare fenomeni di criminalità e illegalità diffusa nelle aree della città considerate più sensibili.

L’operazione è iniziata nelle prime ore della giornata con una riunione operativa guidata dal commissario Daniela Passafiume. Il coordinamento delle attività è stato affidato al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Brancaccio. All’operazione hanno preso parte numerosi soggetti istituzionali: Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Polizia Provinciale, personale dell’Azienda Sanitaria Provinciale e tecnici dell’Enel.

Durante i controlli sono state ispezionate diverse attività economiche del quartiere. In un’officina meccanica gli agenti hanno rinvenuto numerosi pezzi di ricambio e componenti di veicoli di cui il titolare non è stato in grado di dimostrare la provenienza. L’attività è stata quindi sottoposta a sequestro.

Le verifiche hanno interessato anche altri esercizi commerciali. In un market sono state riscontrate irregolarità relative alla vendita di alcune bottiglie di vino con problemi di tracciabilità ed etichettatura. Parallelamente sono state svolte attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti. Nei pressi di un bar gli agenti hanno individuato un ciclomotore apparentemente abbandonato all’interno del quale sono state trovate buste contenenti numerose dosi di hashish.

Le ricerche sono proseguite con il supporto delle unità cinofile antidroga che hanno permesso di recuperare ulteriori piccole quantità di marijuana nascoste tra le imbottiture di alcune sedie. Nel corso della giornata sono stati effettuati numerosi controlli su persone e veicoli in transito nelle strade dei quartieri interessati. La giornata di controlli si è conclusa con il sequestro dell’officina, il recupero di sostanze stupefacenti e l’avvio di ulteriori verifiche amministrative su alcune attività commerciali della zona.

Zisa. Ucciso un uomo di 45 anni

La mattina del 30 giugno 2022, gli abitanti del quartiere Zisa sono stati svegliati dai colpi di pistola sparati contro Giuseppe Incontrera, un operaio di 45 anni, con precedenti per droga. L’uomo, sposato e con figli, dopo essere stato colpito da diversi proiettili di piccolo calibro, è stato trasportato d’urgenza da un’ambulanza del 118, arrivata sulla scena del crimine, in via Imperatrice Costanza 50, a pochi passi da via dei Cipressi e via Colonna Rotta.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Incontrera, arrivato in arresto cardiocircolatorio al Pronto Soccorso dell’Ospedale Civico di Palermo, è morto poco dopo. Nonostante le manovre dei medici, per lui non c’è stato nulla da fare. Momenti di tensione davanti all’ospedale che è stato preso d’assalto da decine di persone tra familiari e amici.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Secondo quanto raccontato da personale del Civico, ci sarebbero stati momenti di tensione, dopo l’arrivo di amici e parenti, motivo per cui è dovuto intervenire il reparto antisommossa dell’Arma dei Carabinieri.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Sul luogo dell’omicidio è intervenuta prima la Squadra Mobile della Polizia di Stato e dopo i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo, sul posto anche con un team della Scientifica per i rilievi di rito. A coordinare le indagini, il PM Renza Cescon.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Non si conosce ancora il movente dell’omicidio, avvenuto questa mattina alla Zisa. Le voci che circolano parlano di una lite dovuta a un incidente stradale e sfociata nel regolamento di conti a colpi di pistola. Intanto il fascicolo è stato affidato al Dipartimento Distrettuale Antimafia di Palermo.

Matteo Messina Denaro catturato dai Carabinieri

Aspettavamo questo giorno da 30 anni. Pensavamo di riuscire, prima o poi, a documentare la cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro, immortalare le scene di gioia delle forze dell’ordine che, finalmente, mettevano le manette al capo di Cosa Nostra, “U siccu”, il boss mafioso più potente, più pericoloso e più ricercato al mondo.

Non è andata come ce lo aspettavamo, ma la data del 16 gennaio 2023 non la dimenticheremo facilmente. L’operazione che ha portato all’arresto di Messina Denaro è comunque il risultato del lavoro di magistrati, Carabinieri e di coloro che hanno pagato con la vita nel tentativo di restituire una Palermo migliore alle generazioni future.

La cattura del boss mafioso è stato l’esito di una indagine coordinata dalla Procura di Palermo, guidata da Maurizio De Lucia. I Carabinieri del ROS di Monreale e gli uomini del GIS si sono presentati ieri mattina alle 08, alla Clinica Maddalena di Palermo, per fermare un paziente oncologico di nome Andrea Bonafede, pseudonimo usata da Messina Denaro, per effettuare la chemioterapia presso la struttura di via San Lorenzo. Dalle intercettazioni di amici e parenti gli inquirenti hanno avuto la conferma che il boss era gravemente ammalato, tanto da avere subito due interventi nel maggio del 2022, sempre presso la clinica privata.

“Con l’arresto di Matteo Messina Denaro si chiude davvero una delle più drammatiche stagioni della storia della Repubblica”, ha commentato il Ministro della Giustizia, Carlo Nordio. “Con la cattura dell’ultimo super latitante, si rinnova altresì l’impegno quotidiano nella lotta ad ogni mafia e ad ogni forma di criminalità”.

Per il Sindaco Roberto Lagalla è stato un giorno che “resterà nella storia del nostro Paese” e “la cattura del boss rappresenta una grande vittoria dello Stato e una svolta nella lotta che le Istituzioni e le Forze dell’Ordine portano avanti nel contrasto al potere mafioso”.

Soddisfazione anche per la Vice-Sindaco Carolina Varchi, presente alla conferenza stampa presso il Comando Legione Carabinieri Sicilia, non come vice-sindaco, ma come palermitana e per congratularsi con i militari dell’Arma. “L’arresto di Matteo Messina Denaro è un momento felice per lo Stato e per tutti gli italiani”, ha dichiarato la Varchi.“Trent’anni e un giorno dopo l’arresto di Riina, arriva la notizia a lungo attesa. Il mio commosso ringraziamento alla Direzione Distrettuale Antimafia che non ha mai ceduto un solo millimetro alla ricerca dell’ultimo super latitante, al ROS dell’Arma dei Carabinieri e a tutte le forze dell’ordine che per decenni hanno condotto la lotta silenziosa anche in memoria di quanti sono caduti sull’altare della lotta alla mafia. Il bene vince sempre sul male e oggi ne abbiamo la prova”.

PALERMO. Italia. Tra i quartieri di Brancaccio, Ciaculli e Sperone, le operazioni di Polizia di Stato e Carabinieri documentano la lotta quotidiana contro Cosa Nostra, fino alla storica cattura del superlatitante Matteo Messina Denaro nel 2023. Francesco Militello Mirto / EmmeReports.

Secondo un’altra palermitana, la senatrice Dolores Bevilacqua, “l’arresto del boss Messina Denaro è un risultato atteso da anni che assesta l’ennesimo duro colpo alla mafia, ma non bisogna abbassare la guardia pensando che la mafia oggi sia sconfitta”.

Di Francesco Militello Mirto – EmmeReports

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© 2020 EmmeReports Editore Francesco Militello Mirto Direttore Responsabile Antonio Melita Autorizzazione Tribunale di Palermo N.5/2020 Registro Stampa Decreto del 23/6/2020.

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