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Aynsyndi – Danisinni

by wpuser

Nel quartiere Danisinni di Palermo, la presenza dei frati francescani accompagna un percorso di rigenerazione sociale e comunitaria. Tra agricoltura, inclusione e pratiche di economia solidale, una rete di realtà locali prova a trasformare un’area marginale in spazio di relazione e futuro condiviso.

Danisinni è una piccola conca urbana incastonata nel cuore di Palermo, alle spalle di piazza Indipendenza e a pochi passi dal Palazzo dei Normanni. Eppure, nonostante questa prossimità ai luoghi del potere e della storia, il quartiere è rimasto a lungo invisibile, quasi separato da una geografia insieme fisica e simbolica: una valle chiusa, difficile da attraversare, che nei secoli ha contribuito a isolarne la comunità.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Il nome stesso richiama una storia antica e stratificata. Danisinni sorge nell’area attraversata un tempo dal fiume Papireto, uno dei corsi d’acqua della Palermo araba. Secondo alcune ricostruzioni, il toponimo attuale deriverebbe da “Ayn-sindi” o “Aynsyndi”, termine di origine araba legato a una sorgente d’acqua e, nella tradizione locale, associato anche alla figura di una giovane donna, talvolta indicata come la figlia di un emiro.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Qui, tra orti, sorgenti e terreni fertili, si estendeva una campagna produttiva alle porte della città. Con il progressivo interramento del fiume e l’espansione urbana tra Otto e Novecento, la valle è diventata un margine interno: un luogo abitato prevalentemente da classi popolari, segnato da povertà, esclusione e da una presenza intermittente delle istituzioni.

Attorno a Danisinni si sono stratificate anche narrazioni quasi leggendarie, legate proprio all’acqua scomparsa del Papireto: un fiume nascosto sotto la città, che continuerebbe a scorrere invisibile, pronto a riemergere. È da questa immagine che nasce una delle metafore più potenti del quartiere: l’acqua che riaffiora, simbolo di una vitalità sommersa che resiste al degrado e all’oblio.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Oggi Danisinni resta una periferia nel centro, un luogo in bilico tra isolamento e riscoperta. Ed è proprio in questo spazio sospeso che prende forma un’esperienza di rigenerazione sociale e comunitaria che prova a trasformare la marginalità in risorsa. Non sapevo dove si trovasse Danisinni, nonostante sia nato e cresciuto a Palermo. L’ho scoperto per caso, durante la campagna di vaccinazione, che ha portato il siero contro il Covid-19 e la mia macchina fotografica nell’antico quartiere alle spalle di piazza Indipendenza.

Questo luogo e la sua comunità mi sono emersi dal nulla, come le acque del Papireto che, nel 2014, sono state fatte riaffiorare simbolicamente in piazza Danisinni, per raccontare il bisogno di andare oltre le apparenze e riscoprire i talenti nascosti di persone e ambiente. Da questa immagine nasce anche il simbolo del quartiere: una goccia sorridente, espressione della risorsa umana e ambientale del luogo.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

La prima cosa che mi ha colpito è stato il campo di calcio disegnato sull’asfalto della piazza, dove i bambini del rione giocano a pallone, non avendo campi o strutture dedicate. Danisinni è guidata dai frati Cappuccini e da Fratel Mauro Billetta, cresciuto con Don Puglisi a Brancaccio. Il parroco di Sant’Agnese ha avviato un percorso di rigenerazione urbana del quartiere, per far emergere il bene dal degrado.

L’arte come denuncia

La Giornata del Creato 2021 è un’occasione di incontro e riflessione per la comunità di Danisinni. “Dobbiamo camminare per una vita nuova, sentirci tutti famiglia, fratelli, essere gli uni custodi degli altri e quindi custodi del Creato” commenta Fratel Mauro. “Questa giornata deve essere un’esperienza di condivisione. Un momento per narrare le buone pratiche che, all’interno di Danisinni, come in tutta la città di Palermo, si devono realizzare nel quotidiano”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Tra le cosiddette buone pratiche ci sono diverse iniziative che hanno lo scopo di rigenerare (parola che ricorre spesso quando si racconta Danisinni), non solo il luogo dove si vive, ma anche le persone, attraverso un percorso riabilitativo professionale, che possa restituire loro dignità e offrirgli una seconda possibilità.

Ci sono i detenuti del Carcere Ucciardone a cui viene, ad esempio, insegnato a fare il pane o i ragazzi del Malaspina, che fanno i biscotti. Competenze che, una volta usciti dalla detenzione, li porterebbero a reinserirsi verso il mondo del lavoro. “Qui nella nostra comunità abbiamo chi coltiva la terra, come misura alternativa alla detenzione” continua Fratel Mauro “o chi si prende cura dei bimbi speciali, dell’ambiente, della fattoria e degli animali. C’è un processo di rigenerazione urbana e umana, di crescita delle persone che stanno mettendo a frutto il sistema e le competenze di ciascuno credendo nel bene e nella custodia della casa comune”.

A Danisinni viene presentata la nuova opera dell’artista Igor Scalisi Palminteri: “Un nuovo murales a Palermo, in una borgata importante, come quella di Danisinni, dove, in questi anni, solo la parrocchia e alcune associazioni, si sono adoperate per questo territorio molto difficile, trascurato e che avrebbe bisogno di cura, come questo bambino seduto sul trono. C’è chi se ne è lavato le mani, come Ponzio Pilato. Infatti l’opera si chiama Ecce Homo. Le Istituzioni spesso se ne lavano le mani, si buttano in piscina e si siedono sulle poltrone, come quelle del consiglio comunale. Con quest’opera voglio denunciare le Istituzioni per trascuratezza nei confronti, soprattutto, dei minori”.

“Le scuole comunali non funzionano, sono un fallimento, non si assumono insegnanti, i bambini di quartieri come Danisinni, sono trascurati come i luoghi in cui vivono” dichiara l’artista siciliano. “Ecco perché ho voluto rappresentare questo bambino sul trono, dove meriterebbe di stare. Lui è un Re, ma, purtroppo, la sua “corona” è di cartone, i suoi piedi sono “legati”, quindi non può compiere i passi verso il futuro.  Il cuore del dipinto è quest’agnello, che rappresenta la fragilità, che va curata e preservata”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

“Stiamo parlando di bambini meno emancipati, che avranno meno possibilità lavorative in futuro, che non hanno mai letto un libro e, forse, mai lo leggeranno, non sono mai entrati in una galleria di arte contemporanea o in un museo” spiega Igor Scalisi Palminteri. “Le responsabilità di chi sono? Dei genitori, che a loro volta sono trascurati, traditi e gettati nella spazzatura dalle Istituzioni, solo, perché sono dei delinquenti? Chi non conosce realtà come quelle di Danisinni, le mie parole possono sembrare esagerate”.

Noi siamo la strada

Quando si arriva nel quartiere Danisinni, sembra di essere in un’altra città. Alle spalle ci lasciamo il caos e il rumore di piazza Indipendenza e arriviamo in un rione che sembra abbandonato dalle Istituzioni e da Dio, ma solo apparentemente, visto che quest’ultimo, come ci tengono a dire i francescani, opera attraverso l’impegno quotidiano di coloro che si prodigano, affinché anche la comunità possa riscattarsi e rigenerarsi.       

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Il 25 ottobre del 2021, il Vescovo di Palermo, Monsignore Corrado Lorefice, inizia a Danisinni il suo percorso tra le strade e i vicoli delle periferie cittadine, “perché il Vangelo è la strada. E siccome Gesù ci ha detto ‘io sono la strada’, il Vangelo che annunciamo lungo ogni via, piazza o vicolo della nostra città è Gesù”.

La visita del Vescovo di Palermo a Danisinni è stata anche un’occasione per presentare il volume “Il Vangelo e la strada”, di cui Lorefice è uno degli autori, un viaggio tra le periferie delle “città contenute una dentro l’altra e che spesso non si incontrano, non si conoscono”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Un libro inteso come strumento di viaggio per camminare e conoscere, ascoltare e parlare, offrire proposte pastorali, ma anche politiche “per una città, la nostra Palermo, che è come la Gerico del racconto evangelico” come spiega Fratel Mauro.

Buio e Luce

Il momento storico che stiamo vivendo non è dei più luminosi: prima una pandemia che ha falciato migliaia di vite, poi una guerra nel cuore dell’Europa. Tanti morti, tanta sofferenza, tanto buio. Le cose non vanno meglio nemmeno dalle nostre parti, dove giochi di potere e interessi di pochi sceglieranno chi occuperà l’ufficio del sindaco a Palazzo delle Aquile, senza guardare ai reali bisogni dei palermitani. Egoismo, egocentrismo, cattiveria e disumanità oscurano il presente, portando buio nella vita di molti, mentre pochi continuano a vivere nell’indifferenza.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

“La Resurrezione di Cristo segna sicuramente una prospettiva nuova, la prospettiva di chi sa andare oltre le apparenze, ma questo a partire da una luce che riceve, la luce del Cristo Risorto” spiega Fratel Mauro Billetta subito dopo la Veglia Pasquale, celebrata presso la Parrocchia Sant’Agnese di Danisinni. “La luce del cielo viene ad illuminare il quotidiano qui in terra, perché non ci può essere più una disincarnazione, un’astrazione nella fede”.

“La luce ci permette di stare nel quotidiano, per questo è stato altamente simbolico, il gesto di Papa Francesco, nel fa portare la Croce, per la tredicesima stazione della Via Crucis, a due donne, una ucraina e una russa, perché sotto la stessa Croce, possiamo noi fare tesoro della luce di Cristo, perché la Croce luminosa che oggi portiamo non è più la stessa di 2000 anni fa, ma quella che ha spezzato anche la morte e ogni male” continua il parroco di Danisinni, spiegandoci che , essendo la guerra un male, le due donne della Via Crucis, “sono andate oltre le apparenze di amicizia e hanno riconosciuto il bene una per l’altra, del bene tra i popoli”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

“Se non partiamo da questa luce, è come se avessimo uno sguardo o chinato su noi stessi oppure sulle ferite esistenziali che l’umanità oggi porta, anche sociali o di sistema, dove l’essere umano ferisce l’ambiente e questo poi, in un circolo vizioso, non è più adatto, non è più favorevole al contesto umano” continua Fratel Mauro. “La luce Pasquale ci permette di restituire dignità all’umanità e quindi di partecipare alla cura dell’ambiente”.

La cura della bellezza, la cura del creato, la cura delle città, dove si pensa, si costruisce a partire da una visione, in cui gli individui non sono separati, ma persone che riescono a costruire una comunità, a fare partecipazione attiva e cittadinanza, sono tutti elementi che partono dalla Resurrezione. Molti di coloro che affrontano un periodo buio, sconfortati e delusi dalle avversità più o meno gravi, si chiedono perché Dio non intervenga, facendo vacillare la propria fede.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

“Di fatto Dio è intervenuto in modo esemplare, non può esserci un modo ulteriore e cioè, si è fatto così prossimo da attraversare l’umanità ferita, facendosi compagno di viaggio, mettendosi in fila coi peccatori, entrando nelle acque del Battesimo e già prefiguravano l’esperienza di entrare nella morte, ma con l’amore, non con il gravame del buio, dell’antagonismo, del ripiegamento, della sfiducia, ma dell’amore e quindi della fiducia del Padre” risponde Fratel Mauro.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

“Noi registriamo tanti mali nella nostra società, tante ingiustizie, tanti deliri, tanta assurdità, come la guerra e la corruzione, che fa pagare ai piccoli un prezzo gravissimo. Ma tutto questo è già stato toccato dall’amore di Dio e il quid sta nell’aprire il cuore a lui o meno, l’amore mai farebbe una violenza, quindi non si cambia con una bacchetta magica, no, perché l’uomo non cambierebbe, perché sarebbe sempre un intervento esterno e quindi una richiesta di sudditanza, una sorta di ideologia religiosa”.

Come ha detto il parroco di Danisinni, non bisogna pensare a “Dio che mi schiaccia, a Dio che cambia la mia vita, ma a un Dio che ci rende protagonisti, quindi ci dona e ci restituisce la dignità di figli di Dio. E quale può essere un intervento più grande? Ma se siamo figli di Dio, siamo capaci di trasformare il male in bene, cioè attraversandolo, rimanendo nell’amicizia, nella Comunione, come hanno fatto quelle due donne (la russa e l’ucraina). che potevano essere antagoniste, ma hanno attraversato il male sotto la stessa Croce, mantenendo il bene, perché è Cristo che gli dona la luce ed è questo il grande cambiamento”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Non sappiamo cosa ci aspetta oltre la vita. In attesa di saperlo oppure no, dobbiamo sempre e comunque cercare di portare avanti il nostro lavoro sulla terra nel miglior modo possibile. Non facciamo agli altri quello che non vogliamo venga fatto a noi. Adoperiamoci di realizzare ognuno di noi, nel nostro quotidiano, piccolo o grande che sia, quello che sappiamo fare meglio, vivendo giorno dopo giorno, senza sprecare un secondo. Non possiamo salvare il mondo, ma possiamo fare piccoli passi, piccoli gesti. Possiamo essere dei bravi medici, dei bravi giornalisti, dei bravi muratori, dei bravi insegnanti, dei bravi panettieri e così via. Come possiamo essere dei bravi mariti e papà all’interno delle mura domestiche. 

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

“L’uomo deve agire facendosi forza di Cristo, la nostra testimonianza permette di cambiare le cose, ma questa testimonianza è chiaramente il frutto di un amore, cioè io non posso avere un motivo valido per perdonare uno che ha ucciso un mio parente, ma il perdono mi viene dal riconoscermi profondamente amato da Dio e questo mi permette di andare oltre le apparenze del male per male, dell’occhio per occhio, una modalità nuova di rispondere alla vita, quindi non più passivo, ma capace, attivo, protagonista, figlio di Dio, capace di interagire con l’altro, custodendo il bene dell’amicizia, anziché essere in potere del male di turno. No io sono il potere di Dio e il suo amore mi rende capace” conclude Fratel Mauro.

Festa e comunità 

La Comunità di Danisinni accoglie i palermitani dentro la fattoria sociale, per festeggiare il Primo Maggio.  “Primo Maggio a Danisinni è un giorno di grande festa” afferma Fratel Mauro.“L’occasione della festa dei lavoratori e quindi il recupero di ciò che significa, ovvero il custodirci a vicenda, attraverso il prenderci cura, sicuramente del lavoro e, quindi, nella vita quotidiana, della dignità di ciascuno.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Fratel Mauro ha aggiunto che, nel prendersi cura del luogo, rientra anche l’attrattiva della fattoria comunitaria e del circo Chapitò, che celebra quattro anni di presenza a Danisinni. Ha spiegato che il collettivo di artisti ha quindi organizzato una due giorni ricca di spettacoli circensi e teatro di strada, pensati come occasione per raccontare la bellezza del posto e delle persone che lo abitano.

Ha inoltre sottolineato che l’arte si intreccia con il valore delle relazioni umane, visibile nelle famiglie che frequentano lo spazio con i bambini per giocare e sostare. Secondo lui, tempo e spazio vengono così vissuti all’interno di una cornice di bellezza condivisa.

Gli artisti di Chapitò sono stati colpiti pesantemente dalla pandemia, come tutti i lavoratori del mondo dell’arte e dello spettacolo, Daniele Nesh fa parte del collettivo Chapitò: “Abbiamo voluto ripartire durante la Festa dei Lavoratori, per rincontrarci, riguardarci in faccia senza le mascherine che, per quanto ci abbiano protetto, ci hanno anche nascosto i sorrisi, gli sguardi, le espressioni, la vita che ci distingue come esseri umani. Tutto questo, oggi, è meraviglioso e indescrivibile, soprattutto, festeggiare il Primo Maggio lavorando”.

“Festeggiamo i quattro anni dalla nascita del montaggio del tendone e del progetto collettivo Chapitò Danisinni, partito dall’idea di creare a Palermo, una casa in cui gli artisti possano esprimersi e trovare un posto dove lavorare e incontrarsi con il quartiere e con la città. Un modo per far conoscere il quartiere alla città, attraverso l’arte, la rigenerazione di uno spazio prima abbandonato e adesso vissuto dalla collettività dal quartiere e dai palermitani”, spiega Daniele.

“I bambini che ci seguono, hanno visto più di settanta spettacoli negli ultimi quattro anni. Gli diamo la possibilità, attraverso l’arte e gli spettacoli, di vivere un’ora di pace che, a volte, nella loro vita quotidiana, non riescono a trovare. Dentro al tendone, vivendo un momento di vita e di amore collettivo, riescono ad ampliare la loro vita e la loro visione del futuro”, continua Daniele.

Stefania Ventura, è un’autrice di teatro “per le nuove generazioni, per coloro che saranno i nuovi adulti”. Torinese di origine, vive e lavora nel quartiere palermitano di Danisinni e fa parte della compagnia Quinta Equilibrio, “amica di Chapitò”, all’interno del quale lavora Quinzio Quiescenti, che fa parte del collettivo che organizza tutti gli eventi nel tendone che si trova nella fattoria.

Stefania, durante la Festa dei Lavoratori, intrattiene il suo pubblico, con uno spettacolo ispirato al celebre romanzo di Carlo Collodi: “Noi nei giorni di festa lavoriamo per portare delle cose diverse dal quotidiano, ai bambini e alle famiglie. Pinocchio è uno spettacolo che io porto in giro da quindici anni e siamo sempre pronti per farlo. Secondo noi Pinocchio, per diventare grande, si scontra con il mondo di adulti e nessuno di loro fa un vero lavoro, ma sono tutti un po’ truffaldini e invece lui, per diventare un vero adulto, deve imparare che si deve lavorare onestamente”.

Gonzo e Chiara, sono una coppia nella vita, come nel lavoro. Lui di Catania e lei di Lentini. Laureato in Chimica il primo e in Scienze Politiche la seconda. Non più giovanissimi, i due ragazzi siciliani hanno seguito il loro cuore, frequentando la FLIC, la Scuola di Circo di Torino, impegnandosi al 100%, dando sempre il massimo, per raggiungere il loro obiettivo ed entrare nel mondo circense. “Siamo molto stacanovisti, proprio perché abbiamo iniziato grandi e quindi cerchiamo di crescere quanto più possibile, non ci fermiamo mai!” ci dice Chiara.

“Questo spettacolo ha avuto un anno complessivo di creazione. Siamo rimasti fermi col vecchio spettacolo per via del Covid, poi ci siamo messi sotto per crearne uno nuovo, Abbiamo lavorato un anno a porte chiuse, in gergo ‘residenze creative’, dove tu scrivi la tua drammaturgia, lavori sulla messa in scena, sulla creazione vera e propria”, ci spiega Gonzo.

“Noi siamo registi e autori dello spettacolo, oltre che interpreti, una cosa che spesso succede nel circo contemporaneo, un luogo molto complesso, rispetto a sistemi più formati come il teatro, dove ci sono figure molto più separate. Noi abbiamo dedicato un anno alla creazione complessiva dello spettacolo. La scorsa estate l’abbiamo messo in scena per tre mesi, provandolo, per la prima volta, con un pubblico e quest’anno di nuovo a porte chiuse, l’abbiamo rilavorato in un nuova forma che presenteremo la prossima stagione estiva”.

“Questo spettacolo cambierà ancora, perché quando proviamo e andiamo in scena, ci rendiamo conto di cosa funziona e cosa no. E quindi si trasforma e cresce insieme al pubblico” aggiunge Chiara, felice di essere tornata ad esibirsi davanti ad un pubblico. “Un po’ c’eravamo disabituati e quindi quando siamo tornati in scena, abbiamo rivissuto l’adrenalina delle prime volte. Devi stare molto attento, molto concentrato, essere sempre presente con la testa al 100%, non sono permesse distrazioni. Dopo che impari la tecnica, puoi iniziare a lasciarla andare e a giocare dentro le cose, rilassarti”.

Il diritto di crescere

Una goccia sorridente è il simbolo di Danisinni, una realtà sociale rimasta a lungo nascosta e sconosciuta a molti palermitani. Un quartiere nel cuore di Palermo che sembra un mondo a parte, lontano dal rumore e dalla frenesia cittadina, ma anche dall’attenzione di Istituzioni e stampa.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

È stato il Covid-19, con la campagna vaccinale nei quartieri, a riportare Danisinni e fratel Mauro Billetta all’attenzione pubblica: protagonista di numerose battaglie per garantire i diritti degli abitanti. Tra queste, la riapertura dell’asilo nido Galante, chiuso da quindici anni, ma fondamentale per la crescita dei bambini e per il rilancio della comunità, a lungo segnata dal disinteresse delle amministrazioni e dalla presenza della criminalità organizzata.

“L’asilo nido di Danisinni, chiuso dal 2007 per una perdita d’acqua e perché bisognava fare dei lavori di manutenzione straordinaria, pian piano è sempre stato più abbandonato” spiega Fratel Mauro. “Noi, negli ultimi tre anni, sapendo che già c’era il fondo regionale destinato a questo asilo, ci siamo attivati e abbiamo costituito un comitato per la maternità, ci siamo tassati, per presentare un progetto che potesse rispondere all’adeguamento strutturale, secondo la normativa antisismica e quindi abbiamo sponsorizzato il progetto, presentando questo che altrimenti sarebbe stato il vincolo, perché avrebbero distratto altrove i fondi”.

Nel giugno 2021, era stato consegnato un progetto al sindaco e agli assessori di competenza. Poi, il 17 dicembre 2021, la gara d’appalto è stata aggiudicata ad una ditta dell’agrigentino. Nonostante questo, i lavori non sono mai partiti e la comunità aspetta per anni la riapertura del suo asilo nido.

“Non possiamo attendere il rinnovo del Consiglio Comunale, per dare avvio ai lavori di ristrutturazione e di costruzione degli Asili Nido, previsti nel Piano Triennale delle Opere Pubbliche” continua Fratel Mauro. “Il continuo rinvio da parte del Consiglio Comunale, dovuto anche all’assenza dei consiglieri, ha rischiato seriamente di compromettere la realizzazione delle opere pubbliche e di far perdere i fondi già assegnati al Comune di Palermo. Opere che hanno già superato tutte le autorizzazioni e per le quali sono già stati affidati i lavori. Si è rischiato di dover riattivare le procedure e le gare e, così, vanificare tutto il lavoro già svolto”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Mancano poche settimane alle elezioni amministrative, che chiuderanno una campagna elettorale atipica, in cui pochi sono sembrati davvero pronti ad assumersi la responsabilità di occupare la poltrona di Leoluca Orlando. Al contrario, la possibilità di diventare consigliere comunale ha attirato molti, come dimostrano le migliaia di candidature. Ma, come ha affermato Fratel Mauro, “la campagna elettorale non può essere un alibi, i bambini non possono aspettare e i consiglieri devono assumersi la responsabilità di consegnare loro gli spazi educativi per crescere dignitosamente”.

Perché, come ha aggiunto il parroco di Danisinni “Il vero cambiamento passa dall’attenzione ai bambini ed ai territori in cui povertà educativa e criminalità sono in simbiosi. Il vero impegno della comunità politica cittadina, non può esimersi dalla responsabilità di rendere fruibile il diritto alla crescita ed al futuro dei bambini di Palermo”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

“Per diverse settimane, i consigli comunali erano stati disertati e questo per noi è stato un grave problema, perché si rischiava di non arrivare in tempo, con questa amministrazione, ad approvare il piano triennale, dove sono comprese tutte le opere pubbliche di cui quattro asili nido” continua Fratel Mauro. “Questo per noi era intollerabile. E allora ci siamo costituiti per una partecipazione civile al Consiglio Comunale e sicuramente il presidio civico che abbiamo costituito, è stato un deterrente importante. Ieri c’è stata la prima discussione e quindi hanno rimandato ad oggi la votazione del Piano Triennale, dove rientrava anche l’Asilo Galante di Danisinni che, per noi, è la reale leva di riscatto del territorio e della città di Palermo, perché ripartiamo dei bambini”.

Presente, in occasione della convocazione del Consiglio Comunale, per sollecitare l’approvazione del Piano Triennale delle Opere Pubbliche, anche il Comitato “Fa’ la cosa giusta Sicilia” e il suo presidente Nino Lo Bello: “Sono qui per dare una testimonianza e per rafforzare un impegno concreto, che mi sembra la migliore risposta del 23 maggio. Lei idee di Giovanni Falcone e di Paolo Borsellino camminano su queste gambe, sulla riscossa del territorio e in particolare sulla rivoluzione che c’è a Danisinni. La cosa importante era dare la possibilità di iniziare i lavori, al Consiglio Comunale, no alla ditta che ha preso l’appalto. A Danisinni avranno uno strumento in più per continuare ad essere un centro di sviluppo, di legalità e di acquisizione del territorio. La fattoria sociale rappresenta un elemento, non solo di carattere ambientale, ma soprattutto sociale, all’interno del territorio”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Nonostante la stagnazione e l’indolenza dei politici, ci sono persone che continuano a lottare per qualcosa che dovrebbe essere istituzionalmente riconosciuto. “Quindi i fondi ci sono, la gara è stata aggiudicata, aspettavamo questa approvazione, per poter iniziare i lavori. Credo e spero, che nell’arco di un mese si possa far partire il cantiere. Saremo sempre presenti per far sì che puntualmente si risponda a quanto c’è stato stabilito” ha conclude Fratel Mauro.

Trame di umanità

La comunità di Danisinni accoglie un nuovo dipinto urbano all’interno della fattoria comunitaria, sul prospetto del Borgo sociale, realizzato dall’artista colombiana Laura Ortiz Soma e che si chiama Trame di umanità.

“Trame frutto dell’operato dell’uomo che si esprime nelle varie mansioni del lavoro quotidiano e lì realizza il dono dell’esserci, cioè il dono del creare comunità, attraverso i vari lavori ma anche le espressioni artistiche”, dichiara Fratel Mauro Billetta, spiegando che nella fattoria sociale di Danisinni, c’è chi lavora potando, chi realizza un dipinto, chi cucina e chi legge un libro.

“Il murale rappresenta i vari volti di Danisinni, questa comunità che cerca di tessere trame per uno sviluppo urbano, un luogo di rigenerazione urbana”, spiega Fratel Mauro. “Pensate che all’interno di questo asse che va da Danisinni fino alla Noce, in quel itinerario che abbiamo chiamato Traiettorie Urbane, stiamo cercando di organizzare un cammino di umanità che esprime bellezza e restituisce un volto umano alla nostra città”.

Laura Ortiz Soma è una giovane artista colombiana, molto apprezzata per le sue opere murarie sparse in tutto il mondo. Non è la prima volta che lascia Bogotà per venire qui in Sicilia: “Qui a Danisinni si trova un lavoro comunitario molto importante. Le mani sono un simbolo del lavoro e dell’aiuto in una comunità. I fiori per me sono dei volti e rappresentano la bellezza, l’amore, una buona intenzione e un ideale”.

Danisinni si racconta ai bambini

“A Danisinni lo abbiamo visto con i nostri occhi. Oggi abbiamo ascoltato e scrutato oltre le apparenze il racconto di una piazza che ricuce le ferite e riprende a sognare”, racconta Fratel Mauro, collocando l’esperienza in un contesto che tiene insieme radici storiche, in particolare arabe e iniziative contemporanee.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Tra queste, segnala il laboratorio di ceramica, i cui prodotti, realizzati dalle donne del quartiere, saranno destinati alla riqualificazione di alcuni spazi, tra cui la scala araba, le facciate delle abitazioni e l’asilo.

Nel suo resoconto, Fratel Mauro descrive un processo di rigenerazione urbana e sociale, raccontato anche attraverso una rappresentazione proposta al tramonto nei pressi delle taverne. L’iniziativa restituisce l’immagine di un rione impegnato a recuperare un’identità a lungo marginalizzata. In questo quadro, l’asilo nido e i lavori di ristrutturazione in corso vengono indicati come elementi concreti di rilancio, con l’obiettivo di ripristinare un servizio educativo per la prima infanzia.

“Si mischia la poesia alla realtà, quella più cruda”, afferma Fratel Mauro, facendo riferimento all’assenza dell’asilo per circa quindici anni, periodo durante il quale, molti bambini non hanno avuto accesso a percorsi educativi strutturati, né a strumenti di supporto alla crescita.

Secondo quanto riferisce, l’intervento sull’asilo si inserisce in una prospettiva più ampia, che riconosce nei primi anni di vita un passaggio determinante per lo sviluppo individuale e, in prospettiva, per il miglioramento delle condizioni sociali complessive.

Fratel Mauro evidenzia inoltre come il quartiere continui a convivere con criticità strutturali, tra cui problemi legati all’impianto fognario e fenomeni di abbandono dei rifiuti, che incidono sulla qualità della vita degli abitanti.

“Danisinni custodisce un sogno”, osserva, richiamando il contributo dei maestri pupari della famiglia Argento. Attraverso una rappresentazione ispirata a un testo di Pippo Morello, viene proposto un racconto simbolico che mette in relazione memoria storica e condizioni attuali del quartiere.

Nel suo racconto trova spazio anche un riferimento storico: il viaggio a ritroso fino al 972, quando il mercante Ibn Hawqal descrisse l’area di Danisinni. Questo elemento è stato integrato nella narrazione teatrale, che intreccia dati storici e componenti leggendarie.

Fratel Mauro sottolinea come le attività rivolte ai bambini e alle donne, evidenzino una presenza attiva sul territorio, orientata allo sviluppo di competenze di base e alla partecipazione. In conclusione, segnala che iniziative di questo tipo hanno la funzione di creare occasioni di incontro e di consolidare relazioni all’interno della comunità, contribuendo a un percorso di ricostruzione sociale a partire dalle risorse locali.

Tradizione che ritorna

Spesso la nostra attenzione è rivolta verso orizzonti troppo distanti da raggiungere e non ci accorgiamo che, per prenderci cura degli altri, non dobbiamo andare lontano, ma basta guardare dentro le nostre città, nei quartieri come Danisinni, dove è in corso un processo di rigenerazione sociale.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

La rappresentazione scenica della Natività di Gesù è un tradizionale evento che accompagna la comunità di Danisinni da circa trenta anni. Sospesa a causa della pandemia, quest’anno riprende a vivere nella fattoria sociale, con una grande partecipazione di persone.

“É un momento significativo perché partecipano le persone della comunità, del quartiere, della parrocchia e nei vari personaggi si racconta come la nascita, il chinarsi del cielo, il chinarsi di Dio viene a consegnarsi all’umanità più umile, più semplice. Proprio perché per esprimere la Fede, abbiamo bisogno di umiltà, non concentrarci su noi stessi, ma sapere che ciascuno ha un padre nei cieli”, dichiara Fratel Mauro Billetta.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Per realizzare il presepe vivente ci sono voluti dieci giorni e, soprattutto, l’impegno e il lavoro di tante persone della comunità di Danisinni, compresi coloro che hanno la misura alternativa alla detenzione e che trascorrono i loro giorni nella fattoria sociale.

“Queste persone si sono prodigate per la causa del bene e questo è altamente significativo”, ci tiene a dire Fratel Mauro. “Ognuno vive una missione che gli è consegnata e il fatto che nelle scene si recuperano i lavori tipici del nostro contesto, il fruttivendolo, il falegname, il fabbro, dice di come il Signore si avvicina nella quotidianità di tutti è lì si rivela nei piccoli gesti del quotidiano che possono essere occasione di bene, opportunità di amore. di comunione e di condivisione”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Mimmo Filippone, ogni santo giorno, si alza alle 4 del mattino per portare il suo camioncino pieno di frutta e verdura nelle strade di Palermo. Da sempre ateo dichiarato, perde il figlio e la nuora in un incidente stradale. Da quel momento inizia a frequentare la comunità di Danisinni e, per lui, la vita ricomincia. È lui ad interpretare il personaggio del fruttivendolo nel presepe vivente: “Tutto quello che facciamo qui a Danisinni ha un ruolo sociale, perché è a beneficio dei fratelli. Nel presepe ho interpretato il fruttivendolo, regalando frutta a tutti. A chi viene in questa comunità, apriamo il nostro cuore e se qualcuno ha delle necessità, facciamo di tutto per sanarle”.

Aurora Bruno è diplomata al Conservatorio di Palermo in canto lirico, la sua voce accompagna spesso le cerimonie religiose della Parrocchia di Sant’Agnese. Frequenta la comunità di Danisinni sin da bambina, grazie ai suoi genitori che, da sempre, operano presso la parrocchia: “Prima la Madonna la faceva mia zia, oggi è toccato a me e interpretarla è un’emozione grandissima. Non ci si sente mai all’altezza, ma poterlo fare mettendo al servizio della comunità e di chi crede in Dio, la propria voce, questo grande dono, è molto gratificante. Non mi sono preparata prima, ho preferito una cosa più naturale e non troppo costruita, che venisse dal cuore”. 

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Per Aurora, Danisinni “è un luogo dove è possibile riscoprire sé stessi, mettendosi alla prova, aiutando gli altri, svolgendo anche delle semplici mansioni pur di aiutare la comunità. Per affrontare i problemi del quartiere bisogna mettersi in gioco e, piuttosto di dire cosa non va, cercare il modo per migliorare le cose”.

Basta un attimo

Paolo, Michele, Gabriele, Vincenzo, Salvatore e Giuseppe, sei persone, sei vite diverse, un unico punto di ripartenza, Danisinni, perché, come affermava Romano Battaglia, giornalista della Rai scomparso nel 2012, “tutto comincia in un attimo, in un giorno qualunque della vita, quando meno te lo aspetti”. Virus, crisi economiche, guerre, arresti eccellenti e devastanti terremoti hanno scosso tanti di noi, mettendo in dubbio tutto quello in cui avevamo creduto.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Basta un attimo, dunque, per abbandonare la speranza, come la minaccia di una pistola puntata contro o quella di perdere il lavoro dopo vent’anni di sacrifici, oppure la paura di non riuscire a pagare una bolletta della luce o l’essere troppo vecchi per avere una casa da condividere con la propria compagna. Basta un attimo per non avere fiducia nel futuro, lasciarsi prendere dallo sconforto e rifiutare la mano di chi ti vuole salvare dal precipizio. Forse sarà successo anche a Paolo, Michele, Gabriele, Vincenzo, Salvatore e Giuseppe, fino a quando i loro destini non si sono incrociati nel quartiere di Danisinni.

“Oggi per me parte un nuovo percorso, un nuovo futuro, che non riuscivo proprio a immaginare”, racconta Paolo durante la presentazione del progetto D.A.R.E. (Danisinni – Arte – Rigenerazione – Ecosostenibilità), promosso dalla Caritas Diocesana di Palermo e gestito dalla Comunità di Danisinni ETS. L’iniziativa ha come obiettivo la rigenerazione urbana e l’autodeterminazione delle persone, attraverso la cura del territorio, le esperienze artistiche, gli interventi negli spazi urbani e l’eco-sostenibilità delle risorse.

Paolo è un ex detenuto della Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo, ha scontato la sua pena in regime di semi libertà e ha lavorato come agricoltore nella fattoria sociale di Danisinni, dopo aver frequentato un corso di otto mesi: “Volevo imparare qualcosa, anche perché dovevo scontare tanti anni. Lavorando come agricoltore ho potuto mantenere la famiglia. Non volevo più uscire dal carcere, perché lavoravo!”.

Con il progetto D.A.R.E. parte una prima impresa sociale composta da sei persone in grado di occuparsi della manutenzione e abbellimento del verde pubblico e privato, capaci di realizzare istallazioni murarie in cartongesso o di composizioni create attraverso stampanti in 3D, utilizzando plastiche riciclate dai tappi di bottiglia. Fa parte del progetto anche Gabriele, per lui si apre un nuovo capitolo della propria vita professionale: “siamo solo noi gli artefici del nostro futuro e dobbiamo innanzitutto essere una famiglia”. Nella nuova impresa sociale lavora anche Vincenzo, cugino di Paolo. È di poche parole e gli interessa solo sbracciarsi le maniche, quindi si limita solo a dire “sono a vostra disposizione”.

Giuseppe è il più anziano, ma non il meno determinato. Da quando la sua strada si è incrociata con il territorio di Danisinni, per lui è stato come un sogno. Oggi ritiene di essere un volontario completamente dedicato alla causa: “Siamo felici di alzarci al mattino e trovare sempre la disponibilità per fare qualcosa di nuovo”.

Il progetto D.A.R.E. prevede anche un punto vendita dove offrire una consulenza per la progettazione, l’acquisto di un mezzo che possa offrire questo servizio in maniera itinerante, l’apertura di un sito internet per acquistare online le istallazioni di verde d’arte o prenotare un sopralluogo per una consulenza progettuale. I servizi resi in particolare partiranno dalla semplice potatura e allestimento e/o manutenzione di giardini, fino alla progettazione e realizzazione di angoli di verde e d’arte.

“Quando i ragazzi mi hanno detto, ‘vogliamo che tu sia la parte commerciale del progetto, io sono rimasto colpito, ma più che altro onorato di aver trovato delle persone che hanno compreso quale fosse lo spirito di Danisinni”, ci spiega Paolo. “Non c’è un discorso di predominanza, di superiorità nei ruoli o nelle competenze, noi siamo tutti uguali, non ci guardiamo per quello che eravamo, ma per quello che siamo oggi e per ciò che possiamo dare tutti insieme. Crediamo di offrire alla città di Palermo, qualcosa che sia di esempio per tutte quelle persone e quelle risorse spesso emarginate, perché non hanno uno spazio o una conoscenza di quelle che sono le loro capacità. Vogliamo lanciare un messaggio al territorio, noi ci siamo, parlateci, informatevi, contattateci e fate la vostra parte con noi, perché possiamo crescere insieme e perché senza di voi saremmo azzoppati”.

“Il progetto D.A.R.E. nasce attraverso un processo di partecipazione dal basso, persone animate da buona volontà e che si sono confrontate con il limite dell’inserimento lavorativo e hanno fatto di questa difficoltà una risorsa per mettersi insieme e adoperarsi in vista di una soluzione”, spiega Fratel Mauro Billetta. “L’impresa sociale D.A.R.E. coinvolge cinque persone a cui veniva precluso il diritto al futuro: due perché con precedenti penali, uno per l’età avanzata e altri due perché, privi di esperienza per la giovane età, trovavano solamente offerte di lavoro in nero. La fragilità di ciascuno è diventata il loro punto di forza per condividere reciprocità e spirito cooperativo, rifuggendo l’idea di potercela fare da soli”.

“Un’impresa sociale, dunque, che muove dalla riappropriazione della bellezza che ciascuno porta con sé, per esprimersi nella cura del bene comune e nell’offerta di un lavoro onesto e competente”, aggiunge Fra Mauro. “La sfida che da sempre orienta il processo di rigenerazione di Danisinni è quella di andare oltre le apparenze custodendo una visione che non si lascia imbrigliare dalla logica del ‘tutto e subito’ o dell’‘usa e getta’, la quale finirebbe col produrre scarto sociale e ambientale, frammentazione e indifferenza. Il percorso rigenerativo, piuttosto, si apre all’affezione che dà valore alle relazioni e alle opere, e che coglie il tutto nella piccolezza, inteso non come chiusura, ma quale capacità del singolo di non esaurirsi in sé stesso. La nuova impresa nasce dal territorio e quindi dalla localizzazione, secondo una prospettiva di ecologia integrale, dove la cura delle persone passa anche per quella dell’ambiente abitato. Il riconoscimento del volto di una persona, infatti, è intimamente unito al rispetto del contesto in cui vive”.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Basta un attimo, una scintilla, per ricominciare a credere che possiamo essere utili a noi stessi e alla comunità che ci offre una seconda possibilità. A Danisinni, goccia dopo goccia, riprende a scorrere il fiume, le cui acque speriamo possano bagnare anche altri quartieri della città di Palermo. Perché Danisinni non vuole diventare un’isola felice, ma un punto di partenza e un esempio di contaminazione positiva per il resto di Palermo.

Rifiorire dentro Palermo

In una città spesso percepita come arida e immobile, Danisinni rappresenta un’eccezione viva: qui si continua a seminare, nonostante le difficoltà sociali e l’assenza di risposte strutturate, con l’idea concreta che la rigenerazione sia possibile. In questo contesto prende forma la Festa della Biodiversità, che anima la Fattoria Comunitaria trasformandola in uno spazio di incontro tra comunità, natura e pratiche sostenibili. Tra stand e momenti di condivisione, i visitatori entrano in contatto diretto con il mondo dell’agricoltura biologica, in un clima conviviale che accompagna l’intera giornata.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Il momento centrale coincide con l’inaugurazione del Parco ZooFattoria Circolare e dell’Emporio Ecosolidale, pensati come luoghi aperti allo scambio, alla partecipazione e all’accesso a prodotti biologici certificati. Un passo concreto verso la costruzione di un presidio stabile dedicato all’economia circolare e all’ecosostenibilità. Lo sguardo si proietta già in avanti, dopo l’estate prende forma “Coffa e Panaro”, un sistema di distribuzione che mette in relazione diretta produttori e consumatori, creando un hub settimanale per prodotti agricoli e trasformati. Attraverso una piattaforma dedicata, è possibile ordinare e pagare i prodotti, per poi ritirarli presso l’Emporio, in un modello che unisce praticità e relazione con il territorio.

L’intera iniziativa si ispira ai principi della Lettera Enciclica Laudato sì e agli obiettivi dell’Agenda 2030, trovando nella realtà di Danisinni un terreno concreto di applicazione. “Papa Francesco, così come San Francesco prima di lui, ci ricordano come il Creato ci permette di vivere un processo di umanizzazione, cioè di armonia con il grande dono della terra, da custodire e non da sfruttare, che il Signore ci ha consegnato”, spiega Fratel Mauro Billetta.

“Una terra che sia fonte di armonia tra di noi, per vivere la fraternità e l’amicizia sociale e solidale, cioè la possibilità di vivere gli uni accanto agli altri, perché prendendoci cura gli uni degli altri, sperimentiamo felicità condivisa, cioè la gioia e la felicità altrui diventa anche la nostra gioia e felicità. E proprio lo spazio della fattoria ci permetterà ancora di raccontarci e dirci quanto questo genera bellezza, gioia di vita e possibilità di vivere anche la nostra chiamata cristiana all’insegna dell’accoglienza e della condivisione”, aggiunge Fratel Mauro.

“Oggi inauguriamo il parco zoo fattoria circolare, ma anche l’emporio solidale della nostra comunità di Danisinni che diventerà punto di distribuzione di prodotti biologici venduti dal Consorzio AIAB Sicilia”, prosegue Fratel Mauro. “Questo permetterà alle persone di venire a ritirare ortaggi, marmellate, miele, passate di pomodoro o quant’altro, ma anche di conoscere un’esperienza di sistema di biodiversità che, pian piano, si sta sempre più riproducendo nella fattoria”.

“Quindi non è soltanto un ritiro di prodotti, ma è anche un conoscere, fare esperienza certo del Creato, ma anche delle persone che si prendono cura dello stesso Creato. Il rapporto fraterno si costruisce a partire dall’umano che si prende cura dei luoghi senza deturparli e sfruttarli, così come ci prendiamo cura delle piante ma anche degli animali che sono ricoverati e accolti in fattoria”, aggiunge Fratel Mauro.

“La biodiversità è un tema che appartiene alla responsabilità di tutti noi”, afferma Fratel Mauro. “Questo termine nasce nel 1988 da un biologo che studiava gli insetti, direi gli esseri viventi più piccoli. Quando ci sono gli insetti così come quando ci sono le api, si genera un ecosistema, una diversità ambientale che permette pian piano la fioritura, la crescita e l’inseminazione. E più l’ecosistema è completo, più c’è diversità e più l’umano sta bene e respira”.

Un’attenzione che si estende anche ai più piccoli, nella natura come nella società. “Se noi ci prendiamo cura dei più piccoli, delle persone, dei bambini e di quanti potrebbero essere lasciati senza voce, significa prenderci cura del Creato a partire dalle piccolissime cose. Se butto un po’ di carta per terra quello avrà una conseguenza. Se invece mi prendo cura anche della spontaneità delle tante specie che crescono e che vivono in giardino o in una fattoria, ecco che allora permetterò a tante persone di stare bene e al nostro mondo di respirare”, conclude Fratel Mauro.

PALERMO. Italia. 2021-2023. Nel quartiere di Danisinni, la comunità locale insieme ai frati francescani e a diverse realtà sociali porta avanti un percorso di rigenerazione urbana basato su agricoltura, inclusione ed economia solidale. Francesco Militello Mirto & Victoria Herranz / EmmeReports

Non sappiamo cosa ci aspetta oltre la vita. Nell’attesa, resta ciò che facciamo ogni giorno, nel modo in cui scegliamo di stare dentro le cose, quelle che possiamo toccare con le nostre mani. A Danisinni questo prende forma nei gesti semplici: lavorare, prendersi cura, restare. Non serve salvare il mondo. Basta fare la propria parte, con quello che si ha e per quello che si è: insegnare, costruire, raccontare, crescere, educare. Piccoli passi, piccoli gesti che, messi insieme, diventano possibilità. È quello che accade in una comunità che prova a trasformare il margine in centro. È quello che accade a Danisinni, una goccia che emerge nel cuore di Palermo.

Di Francesco Militello Mirto e Victoria Herranz – EmmeReports

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