lunedì, 14 Settembre, 2026
  • Home
  • About
  • Photojournalism
    • Culture
    • Defence
    • Politics
    • Social Issues
    • Sports
    • War
  • Projects
    • Air-to-Air
  • Events
    • Book Presentations
    • Corporate & Institutional
    • Entertainment
    • Fashion
No Result
View All Result
EmmeReports
  • Home
  • About
  • Photojournalism
    • Culture
    • Defence
    • Politics
    • Social Issues
    • Sports
    • War
  • Projects
    • Air-to-Air
  • Events
    • Book Presentations
    • Corporate & Institutional
    • Entertainment
    • Fashion
No Result
View All Result
EmmeReports
No Result
View All Result

Cavalli e poliziotti

by Francesco Militello Mirto
in Defence

Tra storia risorgimentale e servizi moderni di controllo del territorio, le Squadre a Cavallo della Polizia di Stato rappresentano un presidio di sicurezza capace di unire deterrenza, eleganza e rapporto umano con i cittadini.

La presenza nei parchi e in strada dei poliziotti in sella ai loro cavalli riesce a infondere fiducia e un senso di sicurezza nei cittadini. La possente costituzione e l’eleganza dei cavalli suscitano ammirazione e rispetto.  Le Squadre a Cavallo della Polizia di Stato hanno il compito di integrare il controllo del territorio, vigilando nei parchi cittadini, nelle ville e nelle aree verdi delle maggiori città italiane. Inoltre, vengono impiegate anche per il controllo delle manifestazioni di massa come i concerti o i grandi eventi sportivi che richiamano un grosso numero di persone, concorrendo al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Il reparto a cavallo della Polizia di Stato vanta una lunga tradizione storica, la sua origine stessa sarebbe legata addirittura alle imprese di Giuseppe Garibaldi e la sua regolamentazione sarebbe avvenuta in Sicilia, fino all’emanazione del Regio Decreto del 27 marzo 1877 e l’adozione dell’uniforme risorgimentale.

Dopo le due guerre mondiali avviene una drastica riduzione del Corpo, tanto che nell’ultimo dopoguerra rimane attivo un solo squadrone di guardie di pubblica sicurezza a cavallo, con sede a Roma e un distaccamento a Napoli.

Lo squadrone viene elevato dapprima al rango di gruppo e poi a quello di raggruppamento, fino alla concessione nel 1965 dello stendardo nazionale, che viene tuttora custodito presso il comando del centro di Coordinamento per i servizi a cavallo della Polizia di Stato. Con decreto del Capo della Polizia del 27/06/2003 è stato organizzato il riassetto di questo settore, con la soppressione del Reparto a cavallo e l’istituzione del Centro di coordinamento per i servizi a cavallo, che ne ha ereditato lo stendardo e le tradizioni. I distaccamenti sono stati trasformati in Squadre a Cavallo alle dirette dipendenze degli Uffici Prevenzione Generale della Questure di Torino, Milano, Firenze, Napoli, Caserta, Catania, Palermo e Roma.

Cavalieri in divisa

Per far parte dei Servizi a Cavallo sono necessari almeno due anni di servizio effettivo nella Polizia di Stato, non aver superato i 38 anni di età, essere disponibile a lavorare come cavaliere per almeno cinque anni, superare la selezione effettuata sulla base di alcuni requisiti fondamentali, come le capacità ginnico-atletiche, una buona interazione con il cavallo e avere alcuni titoli preferenziali allegati alla domanda di ammissione.

Durante il corso di formazione svolto presso il Centro di Coordinamento per i Servizi a Cavallo di Ladispoli, i futuri cavalieri approfondiscono la teoria e la pratica dell’equitazione e le norme di primo soccorso, fino ad apprendere le tecniche di allevamento e di addestramento dei cavalli.

I cavalieri della Polizia di Stato si occupano personalmente e giornalmente dei propri colleghi a quattro zampe, curandone la tolettatura e rifacendo due volte al giorno le lettiere nei box che ospitano gli equini.

A metà mattina e nel pomeriggio, viene loro somministrato il pasto, secondo la dieta stabilita, principalmente a base di fieno, biada, mangime e carote. I cavalli impiegati in servizio vengono sellati ed escono con il loro cavalieri per pattugliare le aree assegnate.

Quando i cavalli non sono impiegati nei servizi d’istituto, vengono movimentati al tondino e addestrati in maneggio. I cavalli della Polizia di Stato devono avere buone caratteristiche morfologiche, armonia nei movimenti, un carattere docile ed affidabile, essere volenterosi nell’eseguire i comandi dei loro cavalieri.

Come è noto la pet therapy è una pratica terapeutica che si basa sull’interazione tra gli animali domestici o addestrati e le persone, al fine di migliorarne il benessere fisico, emotivo, cognitivo e sociale. Proprio per tale motivo, molte associazioni di volontariato ed organizzazioni che si occupano di ragazzi disabili, richiedono di poter visitare le sedi dei Servizi a Cavallo e vivere una giornata all’aria aperta in compagnia di cavalli e poliziotti.

Di Francesco Militello Mirto – EmmeReports

Tags: CavaliericavalliDeterrenzaitaliaParchiPolicePolizia di StatopoliziottiPubblica SicurezzaServizi a Cavallo
EmmeReports

© 2020 EmmeReports Editore Francesco Militello Mirto Direttore Responsabile Antonio Melita Autorizzazione Tribunale di Palermo N.5/2020 Registro Stampa Decreto del 23/6/2020.

  • About
  • Contact
  • Photojournalism
  • Projects
  • Events

Welcome Back!

Login to your account below

Forgotten Password?

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In

Add New Playlist

No Result
View All Result
  • Home
  • About
  • Photojournalism
    • Culture
    • Defence
    • Politics
    • Social Issues
    • Sports
    • War
  • Projects
    • Air-to-Air
  • Events
    • Book Presentations
    • Corporate & Institutional
    • Entertainment
    • Fashion

© 2020 EmmeReports Editore Francesco Militello Mirto Direttore Responsabile Antonio Melita Autorizzazione Tribunale di Palermo N.5/2020 Registro Stampa Decreto del 23/6/2020.