Centro Danza Matadero inaugura la sua programmazione 2025 con Pineda, adattamento in chiave di flamenco contemporaneo dell’opera di Federico García Lorca, riaffermando il proprio impegno nel coniugare tradizione e creazione attuale in uno spazio interamente dedicato alla danza.
Pineda, romance popolare in tre quadri, inaugura la programmazione 2025 del Centro Danza Matadero, e non è un caso. L’opera mette in luce uno dei suoi valori fondanti: la continuità artistica del patrimonio culturale e della tradizione, non solo attraverso la rilevanza dell’opera di Lorca in questo caso, ma anche mediante la danza flamenca contemporanea, riaffermando l’impegno del Centro a coniugare tradizione e contemporaneità e consolidandosi come uno spazio di riferimento per la danza in tutte le sue forme.




La giovane Mariana Pineda fu condannata a morte e giustiziata a Granada il 26 maggio 1831 per non aver voluto denunciare i suoi compagni liberali che lottavano contro il governo assolutista di Ferdinando VII. Dopo la sua esecuzione, Mariana divenne una martire della libertà.




Centro Danza Matadero, spazio dell’Area Cultura, Turismo e Sport del Comune di Madrid, ha ospitato oggi la presentazione di Pineda: romance popolare in tre quadri, lo spettacolo con cui apre le sue porte il nuovo teatro di Madrid dedicato esclusivamente alla danza in tutte le sue forme: flamenca, urbana, spagnola, classica e contemporanea. Si tratta di un centro pionieristico in Spagna, diretto dalla coreografa e Premio Principessa delle Asturie María Pagés e dal drammaturgo El Arbi El Harti.




La programmazione del Centro Danza Matadero offrirà fino a giugno 2025 un totale di 66 spettacoli, 140 repliche, sei prime assolute e otto coproduzioni, nelle quali parteciperanno 48 compagnie nazionali e otto internazionali. Inizierà giovedì 6 febbraio con Pineda, romance popolare in tre quadri, un adattamento dell’opera Mariana Pineda di Federico García Lorca, e la prima trasposizione coreografica della bailaora Patricia Guerrero alla guida del Ballet Flamenco de Andalucía, che sarà al Centro Danza Matadero dal 6 al 16 febbraio.



“Oggi ci apriamo a Madrid e al pubblico madrileno“, ha dichiarato la delegata alla Cultura, Turismo e Sport, Marta Rivera de la Cruz, durante la presentazione, con la «messa in scena ufficiale di un progetto molto necessario». La delegata ha sottolineato l’impegno del Comune “con la disciplina della danza, la sua diffusione e promozione“, il tutto attraverso «una programmazione eccezionale in uno spazio unico“. Di origine catalana, nata a Siviglia e madrilena d’adozione, María Pagés ha portato la cultura spagnola nei migliori teatri del mondo, unendo danza e impegno sociale.




È Premio Principessa delle Asturie per le Arti 2022, Premio Nazionale di Danza (Creazione), Medaglia d’Oro al Merito nelle Belle Arti, Premio Cultura della Comunità di Madrid, Medaglia della Città di Siviglia. Ha creato oltre 30 opere sceniche, tra cui El perro andaluz. Burlerías, Flamenco Republik, Utopía, Una oda al tiempo, Yo, Carmen, Paraíso de los negros e De Scheherazade.




La coreografa, ballerina e regista teatrale ha definito la prima di oggi un «giorno storico» e ha difeso il “potere trasformativo della danza e la sua vocazione a tessere il paese”. Inoltre, ha espresso il desiderio che questo nuovo spazio rappresenti “un esempio affinché altre città si uniscano a questo settore e la danza abbia il posto che merita”.



Da parte sua, Patricia Guerrero ha sottolineato l’orgoglio di inaugurare “questo spazio da sogno” con un’opera interpretata da “una donna eroica che ha lottato ed è morta per le sue idee”.



In questa versione danzata dell’opera poetica di Lorca, Guerrero presenta la sua adattazione coreografica reinterpretando il carattere universale della musa lorchiana attraverso l’estetica del flamenco contemporaneo. Un’opera carica di forza che evoca la passione e la determinazione, segnando il destino tragico dell’eroina granadina che affascinò lo scrittore.
Di Victoria Herranz e Francesco Militello Mirto