Dal 2019 al 2025, il Palermo Pride raccontato attraverso un reportage che attraversa anni di piazza, diritti e polemiche.
Dal 2019 al 2025, il Palermo Pride torna ogni anno ad attraversare il capoluogo siciliano, portando in strada migliaia di persone, associazioni e attivisti della comunità LGBTQIA+. Un corteo che si snoda tra il Foro Italico, via Roma e via Cavour fino a Villa Filippina o ai Cantieri Culturali della Zisa, tra musica, colori e rivendicazioni civili. Una manifestazione che, nel tempo, si conferma non solo come festa ma come spazio politico e sociale, capace di riflettere tensioni nazionali e internazionali, tra diritti, identità e libertà individuali.

Il Pride si inserisce in una tradizione che affonda le radici nei moti di Stonewall del 1969, quando a New York, nel Greenwich Village, la comunità LGBTQ+ decise di reagire all’ennesimo raid della polizia allo Stonewall Inn. Da allora, il Pride è diventato una commemorazione globale e una manifestazione politica, oltre che culturale. Nel 2019, prima della frattura imposta dalla pandemia, il Pride palermitano si confermava già come uno degli appuntamenti più partecipati del Sud Italia: una parata capace di unire rivendicazione e celebrazione, tra carri, musica e una presenza diffusa e trasversale.

Dopo due anni di stop causati dal Covid-19, nel 2021, il corteo torna ad attraversare le strade del centro con lo striscione “Fascisti tremate, le streghe degenerate sono tornate”. Migliaia di persone sfilano tra via Cavour e il Teatro Massimo illuminato con i colori arcobaleno, fino a raggiungere Villa Filippina. Cartelli di protesta, musica e colori accompagnano una manifestazione segnata anche dalla bocciatura del DDL Zan e dalle polemiche politiche nazionali, con immagini di Matteo Salvini e Mario Draghi raffigurati con il volto sporco di sangue. Il Pride italiano continua a dividere, generando contrasti anche all’interno delle famiglie, ma resta per molti un momento essenziale di visibilità e affermazione. Un corteo che, come documentato, è composto da migliaia di persone colorate e senza pregiudizi che percorrono le strade di Palermo, ridendo, cantando e ballando. Un momento di Amore a 360°.

Nel 2022 la manifestazione torna in piena partecipazione, nonostante l’ombra ancora presente della pandemia. Circa 100.000 persone attraversano la città seguendo il percorso dal Foro Italico fino a Villa Filippina. “Bentornato al Coordinamento Palermo Pride” afferma Marco Betta. “Questa è una struttura che produce musica, ma è anche il centro simbolico dell’anima artistica e culturale della città. Siamo felici, anche dopo la chiusura forzata dall’emergenza pandemica, di tornare a rivederci tutti, ascoltarci e stare insieme e abbracciarci. A nome di tutto il Teatro Massimo rivolgo a tutti voi un abbraccio ideale”.

Come ogni anno, l’edizione 2022 del Palermo Pride è organizzata dal veterano Luigi Carollo, sempre pronto a scendere in strada e dialogare con le Istituzioni, per difendere i diritti LGBTQIA+: “Il Pride è l’unica manifestazione al mondo che rivendica diritti attraverso la cifra della gioia, del divertimento e dell’ironia mettendo in primo piano i corpi delle persone che partecipano. É importante tornare in strada dopo due anni anomali, tra Pride stanziali e cortei autunnali. Quest’anno torniamo a fare il corteo vicino alla data del 28 giugno, anniversario dei Moti di Stonewall. Siamo felici di questo e del tema da cui siamo partite e partiti, ‘né le terre, né i corpi, sono luoghi di conquista’. Una frase mutuata da manifestazioni spagnole che racconta molto bene il momento che stiamo vivendo”.

“È importante per noi, mostrare l’attenzione che poniamo su quanto accade nel mondo, non solo riguardo all’invasione della Russia in Ucraina, ma legandola a tutte le forme di aggressione che riguardano i nostri corpi che sono forme di guerra” aggiunge Luigi. “Da anni proviamo a restituire all’attenzione dei media e delle istituzioni quanto accade in Russia. Le leggi contro la propaganda gay sono un fatto abominevole. E la discriminazione prima poi diventa sempre madre dei carri armati. Con la stessa forza accostiamo a questo, la storia di Cloe Bianco, la professoressa trans che si è tolta la vita perché le Istituzioni che avrebbero dovuto accompagnarla non l’hanno fatto, accostiamo la strage di Oslo il giorno prima del Pride e, infine, accostiamo la cancellazione della sentenza Roe vs Wade, che con uno schiocco di dita ha riportato l’autodeterminazione delle donne indietro di 40 anni”.

L’edizione 2022 del Palermo Pride è la prima con la nuova amministrazione di centro-destra e del sindaco Roberto Lagalla: “La mia presenza al Pride vuole rappresentare la testimonianza di apertura e pluralità di Palermo. Questa amministrazione non farà alcun passo indietro sui diritti civili”. Nel 2023 il Pride torna tra partecipazione e scontro politico. Poco prima della partenza del corteo, il sindaco Lagalla risponde a un giovane: “Ma io non sono fascista. Saremmo nel medioevo se pensassimo di essere contro gli omosessuali. La libertà deve essere l’elemento caratterizzante”.

Nel 2025 il Palermo Pride continua a riempire le strade della città, confermandosi come uno degli eventi più partecipati e simbolici, capace di unire festa e rivendicazione, locale e globale. Un corteo attraversato da musica, colori e messaggi che guardano non solo ai diritti civili in Italia, ma anche ai conflitti e alle crisi internazionali, ribadendo ancora una volta il legame tra corpi, libertà e politica.
































































































Un’edizione inevitabilmente segnata anche dall’assenza di Luigi Carollo, storico coordinatore e tra gli ideatori del Palermo Pride, scomparso il 24 aprile 2024, punto di riferimento delle battaglie contro ogni forma di discriminazione e figura centrale nella costruzione di una manifestazione capace di diventare, negli anni, “la casa di tutti”. Tra carri, slogan e contraddizioni, il Palermo Pride resta un racconto collettivo in continua evoluzione, una piazza che cambia, ma che continua a rivendicare, anno dopo anno, la stessa cosa, esistere.
Di Francesco Militello Mirto – EmmeReports