Il presidente annuncia 30 milioni aggiuntivi per migliorare la diagnosi del cancro e mette in discussione la destinazione dei fondi trasferiti alle Comunità Autonome
Nel corso dell’atto commemorativo del 40º anniversario della Legge Generale sulla Sanità, il presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha riaffermato l’impegno dell’Esecutivo nel rafforzamento del sistema sanitario nazionale, che ha definito un pilastro chiave della democrazia e della coesione sociale.

Durante il suo intervento, Sánchez ha ricordato che la legge segnò un prima e un dopo, consolidando la sanità come un diritto universale: “40 anni fa si è scelto di considerare la salute un diritto e non un privilegio, universale, equo e coeso territorialmente. Ora tocca a noi prendercene cura, difenderla e migliorarla. Non per inerzia, ma per convinzione”.



Il presidente ha insistito sulla dimensione democratica del sistema sanitario: “La salute della nostra sanità pubblica è uno dei migliori termometri della salute democratica di un Paese. Investendo nella sanità stiamo costruendo democrazia”.

Sánchez ha ripercorso alcune delle principali misure adottate dal 2018, come il rafforzamento dell’assistenza primaria, l’ampliamento della procreazione assistita, la promozione dei programmi di screening neonatale o l’investimento nella salute orale.



Ha inoltre sottolineato l’aumento della spesa sanitaria del 30% e i 300 miliardi di euro trasferiti alle comunità autonome per rafforzare lo Stato sociale. A questo proposito, ha lanciato una critica diretta: “Dove sono finiti questi fondi aggiuntivi? Com’è possibile che, con maggiori finanziamenti, la sanità continui a essere una delle principali preoccupazioni dei cittadini?”.

Uno degli annunci centrali è stato l’investimento di 30 milioni di euro per digitalizzare le apparecchiature di anatomia patologica negli ospedali, con l’obiettivo di migliorare la diagnosi e la personalizzazione dei trattamenti oncologici.



“Si tratta di investire in tecnologia per arrivare prima, essere più precisi e curare meglio”, ha riassunto il presidente, che ha inoltre evidenziato lo sviluppo di terapie avanzate come le CAR-T e il rinnovamento delle attrezzature sanitarie attraverso il piano INVEAT.


Nella parte finale, Sánchez ha difeso la sanità pubblica come uno dei maggiori successi del Paese e ha messo in guardia da possibili passi indietro: “Non possiamo metterla a rischio a causa di decisioni sbagliate, fanatismo ideologico o mancanza di priorità”.


Il capo dell’Esecutivo ha inoltre rivendicato il ripristino della sanità universale e le misure per garantire l’accesso a tutte le persone. Ha concluso con una riflessione sul modello di Paese: “La domanda non è dove è nato il paziente o quanti soldi ha, ma che tipo di Paese vogliamo essere. Oggi siamo un Paese in cui ammalarsi non è l’inizio della rovina”.

Di Francesco Militello Mirto – EmmeReports