Dall’HH-3F Pelican agli HH-139A/B e HH-101A Caesar: l’evoluzione della componente elicotteri dell’Aeronautica Militare tra ricerca e soccorso, recupero del personale e supporto alle operazioni speciali.
La componente elicotteri dell’Aeronautica Militare è chiamata a effettuare una vasta gamma di operazioni. Ha il compito di assicurare con efficacia il servizio di ricerca e soccorso aereo, sia per i compiti istituzionali di eventuale recupero di equipaggi e personale militare in difficoltà e sia per le attività di concorso alla collettività in caso di voli sanitari di urgenza, calamità naturali e grandi eventi nazionali. Fornisce anche supporto aereo alle Operazioni Speciali ed espleta attività di addestramento.

La missione principale del 15° Stormo è quella di assicurare il servizio di Ricerca e Soccorso (Search and Rescue) per il recupero degli equipaggi di aeromobili militari incidentati, attraverso operazioni autonome o in concorso con altri assetti terrestri, aeromobili o navali, concorrere alle operazioni di soccorso per la salvaguardia della vita umana e alle operazioni di Anti Incendio Boschivo (AIB) cooperando con la Protezione Civile e altre organizzazioni dello Stato.


Il 15° Stormo integra il dispositivo di Difesa Aerea Nazionale attraverso operazioni di contrasto alla minaccia proveniente da aeromobili a basse e bassissime prestazioni (Slow Movers Interception) e di supporto alla sicurezza di aree e obiettivi sensibili in occasione di grandi eventi pubblici.

Il 15° Stormo ha garantito in passato il servizio S.A.R. con l’elicottero Sikorsky HH-3F Pelican che, nel corso degli anni, ha ricevuto aggiornamenti che ne hanno incrementato le capacità operative e adeguato il sistema d’arma con tecnologie più moderne. L’HH-139A/B ha successivamente sostituito l’HH-3F nel servizio operativo.


L’HH-3F era stato concepito per le operazioni S.A.R. in condizioni ognitempo, di giorno e di notte. La dotazione di diversi apparati ne rendeva complessa la gestione, ma l’elicottero aveva caratteristiche adatte alle esigenze del soccorso aereo e offriva prestazioni apprezzate dagli equipaggi.

Per i suoi piloti, volare con l’HH-3F era abbastanza impegnativo, sia per le grandi dimensioni sia per la quantità di apparati installati; l’elicottero era però particolarmente adatto alle operazioni di soccorso in ogni condizione meteorologica, di giorno e di notte. Il Pelican offriva un’esperienza di pilotaggio intensa e soddisfacente sotto il profilo professionale.


L’HH-139A/B, prodotto da Leonardo Helicopters, rappresenta lo stato dell’arte dell’industria aeronautica moderna e, per questa ragione, l’Aeronautica Militare ha visto, nell’acquisizione di questa macchina, la possibilità di incrementare qualitativamente le capacità operative nell’ambito della ricerca e del soccorso sul territorio nazionale.

L’elemento vincente che caratterizza l’HH-139A/B è la versatilità nei diversi profili d’impiego. Leonardo Helicopters e Aeronautica Militare hanno pensato, in fase di progettazione e sviluppo, di customizzare l’elicottero in funzione della tipologia di missione che è chiamato a svolgere.

Risulta infatti estremamente semplice e veloce transitare da una configurazione pensata per l’impiego nel ruolo S.A.R. (Search And Rescue) ad una configurazione per l’attività di trasporto sanitario (MEDEVAC) piuttosto che trasporto personale (fino a 12 passeggeri in cabina).


L’HH-139A/B è un elicottero bimotore, propulso da due motori Pratt & Whitney PT6C-67C a flusso inverso capaci di esprimere, ciascuno, una potenza di 1872 SHP. Ciò fa dell’HH-139A/B una macchina altamente performante in grado di ben operare al livello del mare come in quota. Un aspetto su cui vale la pena soffermarsi riguarda l’ergonomia della cabina di pilotaggio.

La piattaforma avionica PRIMUS EPIC di Honeywell ha introdotto un design rivoluzionario del cockpit basato su ampi monitor a cristalli liquidi che permettono un’alta densità d’integrazione funzionale delle informazioni rappresentate. In breve, il sistema è organizzato alla stregua di una LAN (Local Area Network) sulla quale tutte le informazioni sono immediatamente visualizzabili e disponibili per il comandante dell’aeromobile e il secondo pilota che lo coadiuva nello svolgimento della missione. L’HH-139A/B dell’Aeronautica Militare è in particolare dotato di un radar meteorologico e di ricerca, un FLIR, un faro di ricerca, un verricello di soccorso e un gancio baricentrico.


Come tutti gli elicotteri, i profili di decollo e atterraggio dell’HH-139A/B sono molteplici e dipendono sia dalle caratteristiche dell’ambiente circostante (superficie, ostacoli, orografia) che dell’elicottero (peso, potenza, carrello) e vanno dal decollo/atterraggio rullato al decollo verticale.

L’HH-139A/B in particolare può, nella maggior parte delle condizioni di peso, effettuare decolli ed atterraggi seguendo dei profili che garantiscono un atterraggio sicuro o un proseguimento del volo in caso di avaria ad uno dei due motori durante queste fasi particolarmente critiche. Questa condizione può essere garantita grazie all’esubero di potenza di cui dispone.

In volo si comporta in maniera eccellente, ha una VNE massima di 167 nodi e una quota di tangenza pratica di 20.000 piedi. Il sistema di stabilizzazione e l’autopilota sono allo stato dell’arte e alleggeriscono di molto il lavoro del pilota. In volo traslato assume un assetto quasi livellato, rendendolo particolarmente comodo, soprattutto per i passeggeri. Questo, ovviamente, ha delle ripercussioni sull’assetto che deve mantenere in hovering (circa 7° a cabrare).


L’HH-139A/B è una macchina moderna dotata di sistemi avionici avanzati. Il pilota che si siede ai comandi si sente quasi coccolato dall’assoluto comfort che l’ergonomia del cockpit trasmette. Le intenzioni alla base del progetto sono quelle di spingere quanto più possibile verso una condotta Hands Off della macchina, lasciando all’autopilota il compito di volare l’elicottero, ai piloti quello di controllare che il sistema faccia ciò che deve.

Per i suoi piloti, l’automazione e l’autopilota alleggeriscono il carico di lavoro, lasciando più spazio al monitoraggio dei sistemi e alla gestione della missione. Nelle situazioni più impegnative, come il volo in zone impervie, il mantenimento preciso della posizione e la conduzione lungo il sentiero richiesto, restano fondamentali l’esperienza e l’intervento diretto del pilota. La stabilità , la reattività e la riserva di potenza dell’elicottero contribuiscono alla condotta in sicurezza.



L’equipaggio standard a bordo di un HH-139A/B del 15° Stormo è costituito dai due piloti da un Operatore di Bordo (a differenza dell’HH-3F, sul quale gli O.B. erano due) e da un Aerosoccorritore che costituiscono l’equipaggio minimo per un intervento di Ricerca e Soccorso, ovviamente in caso di specifiche missioni S.A.R. qualora necessario e fattibile, si possono aumentare i membri dell’equipaggio.

L’Operatore di Bordo con qualifica O.S.A.R. (Operatore Search and Rescue) che è appunto la qualifica necessaria per operare quale membro Pronto Impiego sugli elicotteri che svolgono missioni SAR in Aeronautica, oltre ad essere il Capo Aeromobile ha la responsabilità della gestione dell’emergenza dei passeggeri presenti in cabina di carico, si occupa delle fasi di ricerca di naufraghi/dispersi insieme a tutto l’equipaggio, impiega gli apparati di ricerca e comunicazione disponibili.


Inoltre, conduce la radio guida in caso di atterraggi fuori campo in zone ristrette e non ultimo è l’operatore al verricello di soccorso, attua le procedure di emergenza relative al galleggiamento dell’aeromobile in caso di emergenza se necessario, collabora con il personale medico nelle operazioni di imbarco e sbarco e cura la sistemazione a bordo di materiale e personale assicurando l’assistenza a bordo, assiste i piloti nelle operazioni di messa in moto e spegnimento dei motori.

A bordo dell’HH-139A/B, l’Aerosoccorritore è specializzato al recupero di dispersi in mare, in zone impervie ed in montagna. Inoltre, in quanto membro dell’equipaggio, spesso deve operare con alcuni dei sistemi di bordo durante l’attività di ricerca.



L’avionica moderna e la compatibilità con gli NVG (Night Vision Goggles) favoriscono la sicurezza delle ricerche notturne. La cabina di carico è più contenuta rispetto a quella dell’HH-3F, ma l’elicottero è agile e rapido nell’avvio dell’attività ; le videocamere esterne e il FLIR (Forward Looking InfraRed) costituiscono ausili importanti, soprattutto per la ricerca di superstiti in condizioni di scarsa visibilità .

L’attrezzatura del personale Aerosoccorritore deve soddisfare alti standard operativi. Oltre al normale equipaggiamento come mute stagne e bagnate, attrezzature per l’immersione in apnea, materiali come corde da montagna, moschettoni e discensori, l’Aerosoccorritore dispone di radio portatili per comunicazioni T/B/T, speciali radio di emergenza e materiale per la sopravvivenza.


Il 9° Stormo, intitolato a Francesco Baracca, impiega gli HH-101A attraverso il 21° Gruppo Volo Tiger. Il Reparto svolge missioni di supporto aereo alle operazioni speciali e di Personnel Recovery (PR), sia sul territorio nazionale sia nell’ambito delle missioni internazionali. Fornisce inoltre supporto aereo alle forze di superficie e, in presenza di feriti, assicura l’evacuazione sanitaria d’emergenza. Insieme ai Fucilieri dell’Aria, il 9° Stormo contribuisce alla sicurezza dei rischieramenti militari all’estero, alle operazioni di mantenimento della pace e agli interventi di soccorso umanitario. In ambito nazionale concorre, inoltre, all’attuazione delle misure di protezione previste in occasione di grandi eventi e delle attività di mantenimento dell’ordine pubblico.

Lo Stormo assicura anche la funzione di Host Nation Support a favore del 2nd NATO Signal Battalion, unità incaricata di operare come centro mobile per le telecomunicazioni dell’Alleanza Atlantica (CIS – Communication and Information Systems). Garantisce inoltre la disponibilità della pista semi-preparata, parallela a quella principale, per le attività addestrative dell’Aeronautica Militare e delle Forze Armate straniere autorizzate.


I principali compiti dell’HH-101A comprendono le Operazioni Aeree Speciali (OAS), il Supporto Aereo alle Operazioni Speciali (SAOS) e il Personnel Recovery (PR), ossia il recupero del personale isolato. Quest’ultimo può essere condotto in ambienti privi di minacce, nell’ambito delle missioni di Search and Rescue (SAR), oppure in ambienti ostili, attraverso operazioni di Combat Search and Rescue (CSAR) o Combat Recovery (CR). L’HH-101A è inoltre in grado di trasportare pazienti isolati in biocontenimento mediante il sistema ATI (Aircraft Transport Isolator), una barella isolata dotata di filtri ad alta efficienza e mantenuta a pressione negativa. La sperimentazione operativa del sistema è stata completata presso il Reparto Sperimentale Volo (RSV) di Pratica di Mare.

L’elicottero e la relativa componente di supporto logistico, comprensiva di equipaggiamenti, materiali e shelter climatizzati rischierabili, sono caratterizzati da un’elevata proiettabilità , anche al di fuori dei confini nazionali, nell’ambito delle Operazioni Fuori dai Confini Nazionali (OFCN). L’HH-101A è un elicottero trimotore con rotore principale pentapala, progettato per operare secondo molteplici profili di missione. Ha un peso massimo al decollo di 15.600 kg, circa una tonnellata in più rispetto alla versione base da trasporto, e una potenza complessiva di 7.500 shp all’albero.


Può affrontare missioni a lungo raggio, con un’autonomia di volo fino a cinque ore, estendibile grazie alla capacità di rifornimento in volo. È stato il primo assetto ad ala rotante della Forza Armata a disporre di tale capacità . La velocità massima di crociera raggiunge i 277 km/h, mentre l’autonomia chilometrica massima è di 1.363 km. L’impiego di materiali compositi nella cellula e nelle pale del rotore, insieme al profilo BERP3 (British Experimental Rotor Programme), contribuisce all’efficienza aerodinamica, alla manovrabilità e al comfort di volo. Queste caratteristiche consentono prestazioni elevate anche nel volo tattico a bassa quota e alta velocità , nelle rapide variazioni di velocità e assetto, nel volo traslato e nelle fasi di hovering.

La suite avionica integrata colloca l’HH-101A tra gli elicotteri tecnologicamente più avanzati e versatili del panorama europeo. Comprende sistemi di visione e assistenza al pilotaggio, tra cui l’EOSS (Electro Optical Surveillance System), installato in una torretta sotto il muso e dotato di sensori elettro-ottici FLIR Systems STAR SAFIRE, l’HDTS (Helmet Display & Tracker System), l’HTAWS (Helicopter Terrain Awareness and Warning System) e l’OWS (Obstacle Warning System), noto anche come LOAM (Laser Obstacle Avoidance & Monitoring).


La dotazione comprende inoltre un sistema automatico di controllo del volo a quattro assi (AFCS – Automatic Flight Control System), un sistema anticollisione per il traffico aereo (TCAS – Traffic Collision Avoidance System), un sistema di rilevamento della prossimità , comunicazioni radio TETRA, un registratore di missione, un sistema AIS (Automatic Identification System) per l’identificazione delle unità navali, comunicazioni satellitari (SATCOM) e una suite di navigazione strumentale IFR (Instrument Flight Rules). Completano l’equipaggiamento il sistema IFF (Identification Friend or Foe), il sistema HUMS (Health and Usage Monitoring System) per il monitoraggio dello stato e dell’impiego dell’elicottero e il radar di sorveglianza Gabbiano, dotato di diverse modalità operative, tra cui SAR e ISAR (Inverse Synthetic Aperture Radar), con risoluzione sub-metrica.

Il glass cockpit, compatibile con l’impiego di visori per la visione notturna (NVG), integra cinque display multifunzione da 10 × 8 pollici, un sistema di visione sintetica, mappe digitali, una consolle di missione integrata e un telefono mobile. Queste dotazioni supportano la consapevolezza situazionale degli equipaggi e la gestione delle missioni. L’HH-101A dispone di protezioni balistiche installabili, tra cui sedili corazzati nel cockpit e protezioni per gli operatori alle armi e per i componenti più critici dell’elicottero. A queste si aggiunge un articolato sistema di autoprotezione, progettato per contrastare simultaneamente minacce nel dominio delle radiofrequenze (RF) e in quello elettro-ottico/infrarosso (EO/IR).

La suite comprende il sistema DIRCM (Directional Infra-Red Counter Measures) ELT/572 a doppia torretta, una per lato dell’elicottero, prodotto da Elettronica e destinato alla protezione contro i sistemi spalleggiabili a guida infrarossa (MANPADS – Man-Portable Air Defence Systems). È inoltre installato il sistema integrato IEWS(v)12, anch’esso prodotto da Elettronica, che riunisce le funzioni ECM (Electronic Counter Measures), ESM (Electronic Support Measures) e RWR (Radar Warning Receiver). Il sistema integra in un’unica unità funzionale principale (MFU – Multi Function Unit) le funzioni di intercettazione, classificazione e riconoscimento delle minacce, nonché l’attivazione delle contromisure. Attraverso tecniche di disturbo attivo e jammer di nuova generazione, è in grado di contrastare minacce multiple anche in ambienti elettromagnetici particolarmente complessi.


L’architettura integrata dell’IEWS(v)12 migliora l’efficacia complessiva degli apparati di protezione attivi e passivi. Completano la dotazione un sistema di allarme contro i missili (MWS – Missile Warning System), un sistema di allarme laser (LWS – Laser Warning System) e dispenser per chaff e flare. Queste capacità , unite alla protezione balistica, consentono all’HH-101A di operare anche in scenari multinazionali complessi e in ambienti caratterizzati da un’elevata esposizione alle minacce.

Per garantire lo scambio tempestivo di informazioni in contesti operativi complessi, l’HH-101A è dotato di sistemi di collegamento dati, tra cui Link-16 e Vortex, quest’ultimo basato sul protocollo VMF (Variable Message Format). Questi sistemi permettono di ricevere e trasmettere in tempo reale dati relativi alla missione e alla localizzazione, favorendo la condivisione delle informazioni tra gli assetti impegnati contemporaneamente nelle operazioni.


La disponibilità di tali informazioni contribuisce a migliorare la situational awareness e il coordinamento tattico. L’armamento comprende tre mitragliatrici a canne rotanti Dillon M134D da 7,62 mm, installate una per lato e una in corrispondenza della rampa di coda. Quest’ultima è montata su un supporto basculante agganciato al cielo della cabina, che ne consente lo stivaggio e, rispetto ai tradizionali supporti ancorati al pavimento, migliora l’accessibilità della rampa.

Per le operazioni di recupero del personale sono disponibili due verricelli, uno dei quali di riserva. Un gancio di carico consente inoltre di trasportare carichi esterni fino a 4.536 kg. Rispetto all’HH-3F, impiegato nelle missioni CSAR e di supporto alle operazioni speciali con tre mitragliatrici MINIMI da 5,56 mm, l’HH-101A presenta un armamento caratterizzato da un diverso calibro e da una maggiore capacità di fuoco. L’integrazione tra armamento e sistemi di autoprotezione contribuisce ad aumentare la capacità di sopravvivenza dell’elicottero in ambiente ostile.


L’equipaggio standard dell’HH-101A è composto da due piloti, due Operatori di Bordo (OB) e due aerosoccorritori. Rispetto alle attività SAR svolte con l’HH-139A/B, i compiti degli OB sono sostanzialmente analoghi e comprendono la gestione delle attività in cabina durante la missione, il trasporto di passeggeri e materiali e la preparazione e configurazione dell’elicottero a terra. Nell’impiego dell’HH-3F per il Personnel Recovery, agli stessi compiti si aggiungeva la funzione di operatore all’arma. Le maggiori dimensioni dell’HH-101A consentono una migliore mobilità all’interno della cabina e permettono di imbarcare più personale, armi ed equipaggiamenti. In termini di configurazione, l’elicottero può trasportare cinque membri di equipaggio e venti militari completamente equipaggiati oppure l’equipaggio standard di sei persone e otto operatori delle forze speciali.

Con l’introduzione dell’HH-101A, le mansioni degli Operatori di Bordo si sono ampliate, includendo attività già sperimentate in precedenza in diversi scenari operativi, nazionali e internazionali. Un ruolo centrale nell’impiego dell’elicottero è svolto dal concetto di SOF Mindset (Special Operations Forces Mindset), inteso come capacità di integrazione e interazione tra gli operatori delle forze speciali a terra e gli equipaggi di volo dedicati.

L’HH-101A permette di valorizzare le rispettive competenze attraverso la costituzione di un pacchetto d’arma composto da elicottero, equipaggio di volo e operatori SOF imbarcati. L’efficacia di questa configurazione dipende dall’integrazione delle capacità , dalla conoscenza reciproca e dalla consapevolezza dei rispettivi ruoli. Uno dei principi alla base del SOF Mindset consiste nella capacità di impiegare in modo non convenzionale un sistema d’arma convenzionale, valorizzando non soltanto le potenzialità della piattaforma, ma anche le competenze e le risorse umane coinvolte.

L’aerosoccorritore dell’HH-101A svolge compiti diversificati in funzione del profilo di missione. Nelle operazioni SAR, si occupa del recupero e dell’assistenza al personale isolato, in territorio nazionale o internazionale, in ambiente marittimo o terrestre e in qualsiasi condizione meteorologica. Le attività possono richiedere anche l’abbandono dell’elicottero. Nelle missioni in configurazione armata, l’aerosoccorritore può assumere la funzione di mitragliere di coda e, quando necessario, partecipare al recupero di personale militare isolato in zona di crisi, entrando a far parte dell’Extraction Team. Rispetto all’HH-3F, i profili d’impiego dell’aerosoccorritore sono rimasti sostanzialmente simili. L’impiego sull’HH-139A/B è invece differente, poiché questo elicottero, non essendo ancora configurato per un assetto armato, viene impiegato esclusivamente per missioni SAR.
Di Francesco Militello Mirto – EmmeReports
